Piazza Affari negativa nella prima seduta della settimana, appesantita dai dividendi di alcuni Big quali Intesa Sanpaolo, Generali, Banca Mediolanum e Unipol. Il FTSE MIB segna -0,83%, il FTSE Italia All-Share -0,73%, poco mossi il FTSE Italia Mid Cap +0,04%, il FTSE Italia STAR +0,12%. Spread e Btp in lieve peggioramento con il rendimento del decennale che segna +0,9% da +0,88% e lo spread a 104 bp da 102 (dai MTS).
Indici azionari americani in leggero rialzo dopo due ore circa di contrattazioni. Nel pomeriggio è stato reso noto che l'Indice del Mercato Immobiliare NAHB (National Association of Home Builders) si è attestato a 80 punti nel mese di ottobre da 76 punti della lettura precedente (consensus pari a 76 punti). La Federal Reserve ha inoltre comunicato che nel mese di settembre la Produzione Industriale ha evidenziato un decremento del'1,3% rispetto al mese precedente. Il dato è risultato nettamente inferiore alle aspettative fissate su un incremento dello 0,2% e al +0,4% della rilevazione precedente. Il tasso di utilizzo della capacita' produttiva si e' attestato al 75,2% da 76,4% precedente, risultando inferiore alle attese (76,6%).
A Milano come detto sono arretrati i titoli che questa mattina hanno staccato la cedola. Intesa Sanpaolo ha chiuso in calo del 3,24% a 2,4915 euro. Secondo indiscrezioni di stampa il gruppo starebbe tenendo sotto osservazione banche e asset manager all'estero (soprattutto Olanda, Belgio e Spagna) per mettere a segno un'acquisizione ma al momento non sembrano esserci le condizioni. L'operazione resta sul tavolo in attesa di un clima migliore.
Tra le altre società che hanno staccato il dividendo Banca Mediolanum -7,36%, Unipol -3,8%, Generali -2,05%, Unipol -4,71%. Denaro sui titoli del risparmio gestito con Banca Generali +1,41%, Azimut Holding +1,06% e Anima Holding +0,8%.
Contrastati i bancari. L'indice FTSE Italia Banche segna -1,72% penalizzato dai dividendi di Intesa soprattutto e Banca IFIS (-4,29%). In calo Unicredit -0,97% e Banca MPS -1,01% dopo le notizie di stampa del fine settimana. Unicredit e il Tesoro sarebbero ancora distanti su MPS: le trattative andranno avanti fino al 28 ottobre, ovvero alla riunione del cda di Unicredit per l'approvazione dei risultati al 30 settembre e per il probabile annuncio dell'eventuale accordo sulla banca senese. Intanto Il Messaggero scrive che il governo sta trattando con Commissione UE un'estensione di 6 mesi del termine per la privatizzazione di MPS.
Banco BPM (+2,18%), Bper Banca (+1,58%) e Mediobanca (+0,44%) hanno comunque chiuso in rialzo.
Sanlorenzo +1,0% arretra dai massimi della mattinata quando ha toccato un nuovo record a 36,20 euro. Il gruppo attivo nella progettazione, produzione e commercializzazione di yacht e superyacht, approverà i risultati al 30 settembre il 4 novembre. Il primo semestre è andato in archivio con ricavi pari a 263,6 milioni di euro, +43,2% a/a e risultato netto pari a +21,2 milioni, più che raddoppiato rispetto al primo semestre 2020.
TIM -0,92%. Il titolo entra a far parte del nuovo indice MIB®? ESG lanciato da Euronext e Borsa Italiana. Il nuovo paniere è dedicato alle aziende Blue chip quotate in Italia che adottano le migliori pratiche in ambito sociale, ambientale e di governance (ESG).
In rosso Atlantia -1,05% e Autogrill -3,86% con i dati sul traffico in rallentamento. Atlantia ha comunicato che è stato sottoscritto l'atto transattivo tra Autostrade per l'Italia "e il Ministero delle Infrastrutture e delle Mobilità Sostenibili. Tale firma posta a chiusura del procedimento di contestazione per presunto grave inadempimento avviato a suo tempo dal Concedente in seguito al tragico crollo del Ponte Morandi". L'accordo prevede il versamento di 3,4 miliardi di euro da ASPI al MISE.
SECO +4,82% in netto progresso. Il gruppo starebbe preparando una nuova acquisizione nel settore cyber security negli USA. La scorsa settimana SECO ha concluso l'acquisizione della tedesca Garz&Fricke (soluzioni hardware e software per l'Industrial Internet of Things) per 180 milioni di euro.

(AC - www.ftaonline.com)