Avvio di settimana in leggero calo per il Ftse Mib che lascia sul terreno lo 0,21% a 24691 punti (massimo intraday a 24805, minimo a 24657). Il 19 aprile hanno staccato la cedola sei pezzi da novanta del Ftse Mib: Banco Bpm, Campari, Cnh, Ferrari, Stellantis e Unicredit. A queste si aggiungono anche i dividendi di 4 società quotate tra MidCap ed Mta (Banco Desio ord e risp, BasicNet, Maire Tecnimont e Piaggio). L'indice ha disegnato la sesta seduta consecutiva a ridosso della trend line rialzista disegnata dai minimi di fine ottobre, ora in transito a 24700 punti circa. La reazione più evidente a partire dalla trend line è stata quella di venerdì, che ha visto l'indice terminare la seduta a 24744 punti. Il supporto tuttavia è ancora troppo vicino per potere dichiarare lo scampato pericolo, servirebbe la rottura almeno dei massimi del 6 aprile a 24939 punti per alleggerire il quadro grafico, altrimenti potenzialmente ribassista. E anche oltre quella resistenza l'indice si troverebbe subito a confronto con un altro ostacolo, il lato alto del canale crescente disegnato dai minimi di marzo 2020 passante a 25225 circa. Solo con la rottura anche di quei livelli diverrebbe probabile il test dei massimi di febbraio 2020 a 25483 punti. Sotto area 24550 le oscillazioni disegnate dal top del 18 marzo assumerebbero i connotati di un testa spalle ribassista. Target della figura, calcolato in base alla proiezione della sua ampiezza dal punto di rottura, a 23800 circa, praticamente coincidente con la media esponenziale a 50 giorni. Supporto successivo a 23300 circa.

(AM)