Il presidente dell'ABI Antonio Patuelli *ha svolto oggi la propria relazione di fronte all'assemblea dell'Associazione Bancaria Italiana* e al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella in occasione del centenario dell'ente che riunisce le banche d'Italia. Di seguito il testo dell'intervento.

"Signor Presidente della Repubblica,
la Sua presenza onora l'ABI nel centenario della nascita che avvenne a Milano nel 1919, in una fase fortemente influenzata dall'economia di guerra che vide l'impegno straordinario anche delle banche per l'indipendenza italiana.

*Il centenario
*Nel 1918, quando erano ancora incerte le sorti della prima guerra mondiale, il Ministro del Tesoro Nitti promosse un accordo interbancario per sostenere lo sforzo dell'Italia e propose la "costituzione di un'Associazione fra banche e banchieri".
Nel '19 Einaudi ne valutò positivamente la nascita che "può divenire il fatto più importante da lunghi anni accaduto in campo bancario e industriale" a somiglianza di quanto già avveniva nei principali paesi con "associazioni consimili… per lo studio dei problemi interessanti l'industria bancaria, la proposta e la critica di provvedimenti legislativi…", ammonendo ad evitare limiti alla concorrenza bancaria e interferenze di imprese diverse nelle attività creditizie.

L'ABI ha vissuto intensamente la vita economica, subendo (come tutto l'associazionismo libero) le imposizioni della dittatura e la trasformazione forzosa in Confederazione generale bancaria fascista, comprendente anche le assicurazioni, fino al 1944 quando il banchiere Pizzoni presiedette il Comitato di Liberazione Nazionale Alta Italia e, a Roma liberata, venne rifondata la libera Associazione Bancaria Italiana che già nei primi anni vide protagonisti come Siglienti, Mattioli, Vanoni, Carli, Dell'Amore, Malagodi e Visentini.