Ottimo avvio di seduta per Salvatore Ferragamo (+4,2%) nonostante un terzo trimestre negativo. Nel periodo luglio-settembre i ricavi hanno registrato una diminuzione del 2,9% (-3,6% a cambi costanti), penalizzati dal -45% a cambi costanti a Hong Kong. Nei primi nove mesi i ricavi si attestano a 994 milioni di euro (+2,3% a/a, +4,6% alla fine del primo semestre), l'EBITDA escluso IFRS16 scende a 147 milioni (-1,5% a/a, +2,1% alla fine del primo semestre), l'utile netto escluso IFRS16 si attesta a 65 milioni (stabile su base annua da +2,4% alla fine del primo semestre). Il management della casa fiorentina non prevede un miglioramento nella parte finale dell'anno: il rallentamento dei ricavi e dei margini registrato nel corso del terzo trimestre dovrebbe anzi proseguire nel quarto. Il direttore finanziario di Ferragamo, Alessandro Corsi, durante la conference call ha però affermato che per i ricavi 2019 il gruppo ritiene ragionevole il consensus degli analisti, ovvero un dato leggermente superiore a quello del 2018 (1,347 miliardi di euro). Ragipnevole anche il consensus sull'EBITDA, atteso intorno ai 200 milioni di euro (214 milioni nel 2018).

*Fincantieri +1,9% *in rialzo. Il Messaggero parla di un possibile coinvolgimento del gruppo in un'ipotetico piano di salvataggio dell'Ilva con decarbonizzazione dell'impianto, a fianco della controllante Cdp, Jindal e Leonardo.

Gli appuntamenti macroeconomici in programma oggi: *alle 10:30 inflazione e indice prezzi alla produzione Regno Unito, *alle 11:00 produzione industriale eurozona.
Negli USA alle 14:30 inflazione, alle 17:00 audizione Powell (Fed) al Comitato economico congiunto del Congresso.

(Simone Ferradini - www.ftaonline.com)