Borsa italiana in lieve calo con i dividendi. Spread in netta flessione. FTSE MIB -0,09%.

*Il FTSE MIB segna -0,09%, il FTSE Italia All-Share -0,08%, il FTSE Italia Mid Cap -0,06%, il FTSE Italia STAR +0,19%. I dividendi di oggi pesano sul FTSE MIB per lo 0,18%.

BTP in recupero, scende lo spread.* Il rendimento del decennale segna 1,29% (chiusura precedente a 1,34%), lo spread sul Bund segna 162 bp (da 168) (dati MTS).

*Mercati azionari europei poco sopra la parità: *Euro Stoxx 50 +0,0%, FTSE 100 +0,1%, DAX +0,1%, CAC 40 -0,1%, IBEX 35 +0,1%.

*Future sugli indici azionari americani in verde: *S&P 500 +0,2%, NASDAQ 100 +0,3%, Dow Jones Industrial +0,2%. Le chiusure dei principali indici USA nella seduta precedente: S&P 500 +0,77%, NASDAQ Composite +0,73%, Dow Jones Industrial +0,80%.

Mercato azionario giapponese positivo, il Nikkei 225 ha terminato a +0,49%.* Borse cinesi in rialzo:* l'indice CSI 300 di Shanghai e Shenzhen ha chiuso a +0,80%, l'Hang Seng di Hong Kong a +1,34%.

Mediobanca, -3,6% a 10,2650 euro, in netto calo a causa dello stacco del dividendo da 0,47 euro per azione (relativo all'esercizio 2018/2019), pari al 4,4% sul prezzo di chiusura di venerdì: la performance "reale" del titolo sarebbe quindi pari a +1% circa. Situazione simile anche per Poste Italiane -0,5%, Terna -0,4%, Recordati -0,5%, Tenaris -0,1% (in questi casi si tratta di acconti sui dividendi a valere sull'esercizio 2019).

*Telecom Italia +1,1% *si conferma positiva dopo i recenti progressi. Le indiscrezioni della scorsa settimana riferivano di offerte non vincolanti dei fondi infrastrutturali per Open Fiber (OF) in arrivo entro il 19 novembre: l'acquisto di OF da parte dei fondi costituirebbe un passaggio determinante per l'integrazione della rete in fibra OF con quella di TIM. Oggi il Sole 24 Ore ha scritto che nell'invito recapitato ai fondi (circa una decina, italiani ed esteri) si parla di un'offerta non solo per Open Fiber ma anche per la cosiddetta "rete secondaria" in fibra di TIM, ovvero quella che collega i cabinet agli edifici. Gli advisor dell'operazione valutano OF circa tre miliardi di euro e la rete secondaria circa 1 miliardo. Sempre secondo il quotidiano, una volta andata in porto l'operazione (ma occorre il benestare di Enel, socio al 50% in OF con Cdp) le reti verrebbero integrate e immediatamente separate in due società diverse (una per le aree bianche e l'altra per le aree A e B) al fine di evitare noie con l'antitrust (potrebbe obiettare che Tim, operatore integrato, controlla anche la rete in fibra).