Borsa italiana in rialzo con i bancari: Ftse Mib +0,42%.

*Il Ftse Mib segna +0,42%, il Ftse Italia All-Share +0,41%, il Ftse Italia Mid Cap +0,24%, il Ftse Italia Star +0,01%.

Mercati azionari europei complessivamente positivi: DAX +0,8%, FTSE 100 -0,6%, CAC 40 +0,5%, IBEX 35 +0,7%.*

*Future sugli indici azionari americani stabili. *Le chiusure dei principali indici nella seduta precedente a Wall Street: S&P 500 +0,98%, Nasdaq Composite +0,49%, Dow Jones Industrial +1,09% (nuovi massimi storici per i tre indici).

Mercato azionario giapponese positivo, l'indice Nikkei 225 chiude a +0,49%. Borse cinesi in lieve calo: l'indice CSI 300 di Shanghai e Shenzhen termina a -0,05%, l'Hang Seng di Hong Kong a -0,19%.

Bancari in ottima forma grazie alle indiscrezioni della BBC su un'ipotesi di accordo economico tra Regno Unito e UE sulla Brexit. L'indice Ftse Italia Banche segna +1%. In evidenza UniCredit (+1,1%) su indiscrezioni del Messaggero secondo cui Fortress (tramite Eurocastle) potrebbe acquisire il rimanente 49% di Fino 1, la cartolarizzazione del portafoglio di npl da 15,5 miliardi di euro di UniCredit (Fortress ha già il 51%).

In rialzo anche Bper Banca (+2,2%) e Credito Emiliano (+1,8%) sui quali la BCE ha comunicato i requisiti SREP per il 2018: entrambe le banche possono vantare ampi margini sia a livello CET 1 ratio che Total Capital ratio.

Sale UBI Banca (+1,3%) su indiscrezioni del Sole 24 Ore secondo cui l'istituto potrebbe presto modificare il proprio modello di governo societario, passando dal duale al monistico. La bozza definitiva di riforma dello statuto potrebbe essere approvata già in dicembre e subito inviata alla BCE.

Acea (+7,5%) balza in avanti grazie ai report positivi di alcuni importanti broker all'indomani dell'approvazione da parte del cda dell'utility romana del Piano Industriale 2018-2022: previsti 3 miliardi di euro di investimenti infrastrutturali; una crescita media annua dell'EBITDA pari al 6% con raggiungimento di 1 miliardo di euro al 2020 e superamento di 1,1 miliardi al 2022; dividendi in aumento e pari a complessivi 0,7 miliardi di euro distribuibili nell'arco di piano, con pay-out sempre superiore al 50%; controllo dell'indebitamento di Gruppo con rapporto PFN/EBITDA in riduzione fino a 2,8x nel 2022; "performance improvement" per sostenere la crescita attraverso l'efficienza operativa con risparmi su costi e investimenti di 300 milioni di euro nell'arco di piano.