Borsa italiana poco sotto la parità, deboli i finanziari. FTSE MIB -0,18%.

*Il FTSE MIB segna -0,18%, il FTSE Italia All-Share -0,22%, il FTSE Italia Mid Cap -0,47%, il FTSE Italia STAR -0,25%.

BTP poco mossi in avvio:* il decennale rende il 3,23%, lo spread sul Bund segna 291 bp, entrambi invariati riespetto a ieri (dati MTS).

Mercati azionari europei in progresso: Euro Stoxx 50 -0,2%, FTSE 100 -0,5%, DAX -0,4%, CAC 40 -0,3%, IBEX 35 -0,3%.

Future sugli indici azionari americani sotto la parità: S&P 500 -0,3%, NASDAQ 100 -0,3%, Dow Jones Industrial -0,2%. Le chiusure dei principali indici USA nella seduta precedente: S&P 500 -0,22%, NASDAQ Composite -0,25%, Dow Jones Industrial -0,11%.

Mercato azionario giapponese positivo, stamattina il Nikkei 225 ha terminato la seduta a +0,40%. Borse cinesi in verde: l'indice CSI 300 (Shanghai e Shenzhen) ha chiuso a +1,12%, l'Hang Seng (Hong Kong) a +0,21%.

Bancari deboli in avvio: l'indice FTSE Italia Banche segna -0,8%. In rosso Mediobanca -1,4%, Intesa Sanpaolo -0,8%, UniCredit -0,8% e Banco BPM -1,4%: quest'ultima ieri ha riunito il cda per l'esame delle opzioni di vendita di un maxi-portafoglio di crediti deteriorati. Secondo indiscrezioni, BPM punta con decisione a vendere tutti gli 8,6 miliardi di euro di npl più la piattaforma di servicing. Si attendono (tra il 10 e il 12 dicembre) i rilanci da parte degli offerenti: in prima fila le cordate doBank/Fortress/Illimity e Fonspa/Elliott, in secondo piano Christofferson Robb & Company/Davidson Kempner/Prelios. Si pensava che già nel cda di ieri potesse essere presa una decisione ma a quanto pare BPM ha scelto di temporeggiare per puntare, tramite questo ultimo giro di rilanci, di alzare il prezzo verso il 25% del valore lordo del portafoglio (ieri si parlava di 21-22 per cento).