Borsa italiana volatile, brilla Ferrari: FTSE MIB +0,15%.

*Mercati azionari europei negativi. Wall Street incerta: *a ridosso della chiusura delle borse europee S&P 500 -0,05%, Nasdaq Composite -0,05%, Dow Jones Industrial +0,06%. A Milano il FTSE MIB ha terminato a +0,15%, il FTSE Italia All-Share a +0,13%, il FTSE Italia Mid Cap a +0,05%, il FTSE Italia STAR a -0,16%.

Per quanto riguarda i dati macroeconomici della giornata, negli USA a gennaio l'indice ISM manifatturiero si è attestato a 59,1 punti dai 59,3 punti registrati il mese precedente. Il dato e' risultato però superiore alle attese degli analisti che avevano stimato un valore pari a 58,8 punti. Il Census Bureau reso noto che negli States la spesa per le costruzioni e' aumentata dello 0,7% a dicembre dal +0,6% della rilevazione precedente e battendo le attese degli economisti fissate su un incremento dello 0,4%. Negli USA le nuove richieste di sussidi di disoccupazione nella settimana terminata il 19 gennaio si sono attestate a 230 mila unità, inferiori alle attese (238 mila). Nell'eurozona l'indice Markit PMI manifatturiero a gennaio si è attestato a 59,6 punti, in linea con le attese e con la stima preliminare. In Italia l'indice Markit PMI manifatturiero a gennaio si è attestato a 59,0 punti, meglio dei 57,5 attesi.

Ferrari (+7,46% a 103,20 euro) torna sopra i 100 euro e si avvicina al record storico a 105,30 toccato a inizio novembre grazie ai risultati preliminari relativi al quarto trimestre e al 2017. I ricavi dell'esercizio si sono attestati a 3,417 miliardi di euro,+10,0% (+11,2% a cambi costanti), con utile netto adjusted in aumento del 26,4% a 537 milioni. Per il 2018 i ricavi netti sono attesi a oltre 3,4 miliardi e adjusted EBITDA superiore o uguale a 1,1 miliardi. Nel quarto trimestre i ricavi sono saliti dell'1% a 840 milioni, l'utile netto adjusted del 6% a 136 milioni. Ferrari prevede un adjusted EBITDA di 2 miliardi e un free cash flow industriale di 1,2 miliardi non oltre il 2022 e di azzerare l'indebitamento industriale netto (includendo distribuzioni di dividendi ed escludendo riacquisti di azioni) non oltre il 2021. Gran denaro anche sull'altra controllata del gruppo Exor, ovvero CNH Industrial (+4,74%), che stamattina ha annunciato un nuovo progetto di trasformazione digitale in collaborazione con Microsoft. Ma la spinta maggiore al titolo è arrivata delle dichiarazioni rilasciate dal CEO Richard Tobin a Bloomberg: il manager ha aperto la porta al possibile scorporo di Iveco, precisando che il gruppo dovrà prima rafforzare il proprio bilancio. Per Tobin si tratta comunque di un'operazione che farebbe emergere tutto il valore della divisione trattori.