La Borsa di New York ha aperto la seduta in rialzo spinta dalle trimestrali dei colossi Facebook e Apple e dal forte incremento del Pil Usa. Il Dow Jones avanza dello 0,3%, l'S&P 500 dello 0,6% ed il Nasdaq Composite dell'1,1%. L'indice delle 500 aziende a maggiore capitalizzazione e quello ad alto contenuto tecnologico hanno toccato nuovi record storici.
Tra i titoli in evidenza Facebook +5%. Il social network ha comunicato risultati relativi al primo trimestre segnati da profitti netti quasi raddoppiati da 4,9 miliardi, pari a 1,71 dollari per azione,a 9,5 miliardi, e 3,30 dollari, contro i 2,37 dollari del consensus di Refinitiv. Nei tre mesi i ricavi sono rimbalzati del 48% annuo a 26,17 miliardi di dollari, contro i 23,71 miliardi stimati dagli analisti.
Apple +0,5%. Il gruppo di Cupertino ha registrato nel secondo trimestre un rimbalzo dei ricavi del 54% annuo a 89,6 miliardi di dollari, contro i 77,1 miliardi del consensus di FactSet. In Greater China (che comprende Taiwan e Hong Kong oltre alla Cina continentale) il progresso è stato dell'87% a 17,7 miliardi di dollari. Tra i singoli business, i ricavi generati dagli iPhone sono cresciuti di oltre il 65% e del 25% quelli dei wearable ma la notizia migliore per Cupertino è arrivata dai Mac, le cui vendite sono rimbalzate del 70% annuo. Annunciato anche un buyback da 90 miliardi di dollari (contro i 50 miliardi del 2020) oltre all'aumento del 7% per la cedola trimestrale.
Ford Motor -9%. Il gruppo automobilistico ha rivisto al ribasso la guidance per l'intero esercizio a causa del perdurare della crisi dei chip che potrebbe non essere completamente risolta prima del 2022. Il colosso di Detroit ha comunicato risultati per il primo trimestre segnati da profitti netti per 3,3 miliardi di dollari, pari a 81 centesimi per azione, contro i 2,0 miliardi, e 50 centesimi, di perdite registrate un anno prima. Su base rettificata l'eps si è attestato a 23 centesimi contro i 22 centesimi del consensus di FactSet. La carenza di semiconduttori che ha colpito il settore dell'automotive ha costretto Ford a rivedere l'outlook in termini di ebit rettificato da 8-9 a 5,5-6,5 miliardi di dollari per il 2021. Ford stima un costo complessivo della crisi dei chip intorno a 2,5 miliardi di dollari nel bilancio dell'attuale esercizio.
Sul fronte macroeconomico il Bureau of Economic Analysis ha reso nota la prima stima preliminare del PIL relativo al primo trimestre 2021 indicando un rimbalzo pari al 6,4%, inferiore alle attese fissate al +6,8 ma superiore al dato precedente riferito al quarto trimestre 2020 (+4,3%, rivisto da +4%). L'indice dei prezzi PCE è aumentato del 3,5%, rispetto a un aumento dell'1,5% precedente. Escludendo i prezzi di cibo ed energia, l'indice dei prezzi PCE è aumentato del 2,3%, rispetto a un aumento dell'1,3% del quarto trimestre 2020.
Le nuove richieste di sussidi di disoccupazione nella settimana terminata il 23 aprile si sono attestate a 553 mila unità, superiori alle attese (549 mila) ma inferiori al dato della settimana precedente (566 mila unità). Il numero totale di persone che richiede l'indennità di disoccupazione (calcolato sui dati al 16 aprile) si attesta a 3,660 milioni, inferiore a 3,651 milioni della rilevazione precedente (attese 3,614 milioni).
La National Association of Realtors ha reso noto che l'indice Pending Home Sales (vendite di case con contratti ancora in corso) ha evidenziato a marzo un incremento dell'1,9% dopo il calo del 11,5% a febbraio. Gli addetti ai lavori avevano stimato una variazione positiva pari al 5% mese su mese. L'indice è salito a 111,3 punti da 109,2 punti precedenti.

(RV - www.ftaonline.com)