Darrell Spence, Economista di Capital Group, ha così commentato la complessa prospettiva di crescita degli Stati Uniti.

"In sei mesi le cose possono cambiare in maniera radicale. Interrompendo il ciclo d'inasprimento dei tassi d'interesse avviato tre anni orsono, la Federal Reserve statunitense ha operato la svolta più decisiva per i mercati finanziari dall'inizio dell'anno.

Il dietrofront monetario di gennaio ha risollevato istantaneamente il clima di fiducia, giacché gli investitori hanno concluso che la banca centrale avrebbe lasciato i tassi invariati fino a fine 2019.

In risposta ai toni accomodanti della Fed, i corsi azionari hanno preso il volo e segnato un marcato rialzo nel primo trimestre, che ha totalmente azzerato la correzione di fine 2018.

Il fallimento dei negoziati commerciali USA-Cina ha successivamente stemperato tali guadagni, ma la svolta della Fed e il contesto di tassi più bassi per più tempo hanno regalato una seconda vita a questo ciclo economico.

Grazie anche al cambiamento delle aspettative intorno alla politica della Fed per la restante parte dell'anno, i tassi d'interesse a lungo termine sono diminuiti dopo il parziale rialzo messo a segno nel quarto trimestre 2018.

L'economia, che sta già registrando una crescita solida, non in pieno boom ma sana, si trova ora a dover affrontare meno ostacoli sul suo cammino.

La discesa dei tassi sulla porzione lunga farà ripartire il ciclo in una certa misura, pertanto ci aspettiamo una crescita ragionevole di qui al 2020.

I tassi a più lungo termine potrebbero rimanere contenuti per più tempo anche se tra qualche mese la Fed dovesse ricominciare ad alzare il costo del denaro.