Il Consiglio di Amministrazione di Cembre, società quotata al segmento Star della Borsa di Milano, tra i principali produttori europei di connettori elettrici ed utensili per la loro installazione, riunitosi oggi a Brescia sotto la guida del Presidente e Amministratore Delegato, Ing. Giovanni Rosani, ha approvato il progetto di bilancio di esercizio ed il bilancio consolidato al 31 dicembre 2018.

In tema di corporate governance, il Consiglio, preso atto delle dichiarazioni rilasciate dai Consiglieri indipendenti e tenuto conto delle informazioni a propria disposizione, ha accertato il possesso dei requisiti di indipendenza – ai sensi dell'art. 148, comma 3, del D.Lgs. 58/1998, come richiamato dall'art. 147-ter, comma 4, del D.Lgs. 58/1998 e dell'art. 3 del Codice di Autodisciplina emesso dal Comitato per la Corporate Governance – in capo agli stessi. Il Consiglio di Amministrazione di Cembre ha inoltre deliberato di proporre all'Assemblea degli azionisti, convocata per il 18 aprile 2019 (ed il 19 aprile per l'eventuale seconda convocazione), la distribuzione di un *dividendo pari a 0,90 euro *per ognuna delle azioni in circolazione, secondo il seguente calendario: data di stacco 6 maggio 2019; data di legittimazione al pagamento 7 maggio 2019 (record date) e data di pagamento 8 maggio 2019.

I *ricavi consolidati *dell'esercizio 2018 hanno visto un incremento dell'8,6 per cento, essendo passati da 132,6 milioni di euro dell'esercizio 2017 a 144,1 milioni di euro alla fine del 2018. Nell'esercizio 2018 le vendite del Gruppo in Italia, pari a 59,0 milioni di euro, sono aumentate del 6,2 per cento; i ricavi nella restante parte del mercato europeo risultano in aumento del 15,3 per cento e si attestano a 62,6 milioni di euro, mentre sui mercati extraeuropei le vendite fanno registrare una diminuzione dell'1,4 per cento, con ricavi pari a 22,4 milioni di euro. I ricavi delle vendite sono stati realizzati per il 41,0 per cento in Italia (41,9 per cento nell'esercizio 2017), per il 43,5 per cento nella restante parte d'Europa (41,0 per cento nell'esercizio 2017) e per il 15,5 per cento fuori dal continente europeo (17,1 per cento nell'esercizio 2017).