L'esercizio 2020/2021 chiude con un utile netto di 80,2 milioni di euro e presenta un margine operativo netto (EBIT) di 143,9 milioni di euro migliore del 57% rispetto allo scorso esercizio con entrambi i settori Plant Making e Steel Making in crescita nei margini e redditività. La ripresa economica trainata dal contenimento degli effetti pandemici del COVID-19 ha generato un effetto positivo sulla domanda di impianti che si stima permarrà per i prossimi due, tre anni. Il patrimonio netto aumenta a 2.016,3 milioni di euro e la posizione di cassa si mantiene forte e solida ad un livello di 1.002,0 milioni di euro avendo permesso all'azienda di gestire i ritardi e gli scompensi di mercato causati dalla pandemia. L'effetto COVID-19 sui nostri risultati è rimasto contenuto nonostante le problematiche legate alla fluttuazione dei costi delle materie prime ed alla disponibilità dei trasporti con incremento dei costi correlati che perdureranno anche nell'esercizio 2021/2022. Di fatto l'organizzazione Worldwide di Danieli composta non di "sole" fabbriche ma di società autonome con ingegneri, tecnici supervisori e tecnici commerciali ha consentito di continuare le attività in USA, Russia, Cina nonostante le limitazioni nel viaggiare dall'Europa. A contenere gli effetti negativi COVID-19 ha contribuito anche la buona ripresa del settore Plant Making che ha superato i budget previsti e mantiene la leadership mondiale nella fornitura di impianti sia "direct rolling" che "non direct rolling" per prodotti lunghi con l'obiettivo di conquistare definitivamente la leadership anche nel settore dei prodotti piani grazie a tecnologie innovative e brevettate in particolare delle colate continue Danieli. Infatti il settore Plant Making ha aumentato il margine operativo lordo (EBITDA) del 23% e il margine operativo netto (EBIT) del 30% con un portafoglio ordini alto e stabile a garantire una visibilità di circa due anni. Il settore Steel Making si conferma invece con ABS tra i leaders europei per produzioni di prodotti lunghi di alta qualità grazie agli investimenti per nuovi impianti che sono stati completati con successo senza interruzioni per i Lock-down COVID-19. Questi investimenti sono i primi del programma "Vision 2.000" di ABS che ha l'obiettivo di aumentare il fatturato del 50% e mantenere il primato di essere l'unica acciaieria per produzione di acciai di qualità, con un range di prodotti laminati che va dal diametro di 5,5 mm a 500 mm in un unico sito, con tutti i risparmi su Op-Ex e logistica che ciò comporta. Il livello dei ricavi del Gruppo è rimasto stabile rispetto a quanto realizzato nello scorso esercizio con un fatturato inferiore nel settore impianti (Plant Making) e in buona crescita nel settore acciaio (Steel Making), che ha mostrato volumi di produzione superiori rispetto al 2019/2020 seppure penalizzato dallo stop parziale negli impianti di ABS Sisak a seguito del terremoto in Croazia e dagli oneri di chiusura delle attività del tubificio ESW in Germania: va sottolineato che senza le perdite del tubificio, l'ABS sarebbe stata in buon utile e questo evince la competitività dell'azienda. A fine del 2020 è partita inoltre la produzione del nuovo laminatoio vergella QWR presso ABS SpA a Pozzuolo del Friuli portando ad un incremento della capacità di laminazione della società verso un prodotto premium di alta qualità soprattutto per il mercato europeo e completando la learning curve già nei primi mesi del 2021 con un mercato dell'acciaio nuovamente in una fase migliore della domanda. L'EBITDA del Gruppo al 30 giugno 2021, pari a 250,2 milioni di euro, si è incrementato del 33% rispetto al valore dello scorso anno finanziario, attestandosi ad una marginalità nuovamente interessante in rapporto al fatturato del periodo e garantendo la totale copertura delle ingenti spese di ricerca e sviluppo sostenute nell'esercizio. I ricavi per il settore Plant Making risultano allineati con le previsioni d'inizio anno e derivano dal rispetto dei programmi di costruzione contrattualmente concordati con i clienti, con un EBITDA di 153,2 milioni di euro, in crescita rispetto il 2019/2020. I ricavi per il settore Steel Making sono invece superiori al budget di inizio anno e presentano una buona redditività di 97,0 milioni di euro che potrà migliorare nel prossimo esercizio grazie al contributo dei nuovi impianti di laminazione ormai pienamente operativi. La produzione venduta nell'esercizio dal settore Steel Making (Gruppo ABS) ha raggiunto circa 1.150.000 tonnellate (in salita rispetto ai volumi dell'omologo periodo dello scorso anno), con l'obiettivo di incrementare questi volumi nel 2021/2022 portando nuovamente alla piena produzione la società ABS Sisak in Croazia. L'utile netto consolidato è salito del 28% ma si ritiene di poter migliorare, nel prossimo esercizio, con un contributo positivo di entrambi i settori Plant Making e Steel Making. Il Consiglio di Amministrazione ha preso atto dei risultati dell'esercizio 2020/2021 evidenziando che le performance di entrambi i settori Plant Making e Steel Making - assieme al mantenimento del portafoglio ordini ad un buon livello - fanno prevedere, per il prossimo anno, risultati in miglioramento senza penalizzazioni significative per oneri straordinari. In evidenza che, come consuetudine, del valore aggiunto globale netto (bilancio sociale) di 567,4 milioni di euro, la parte riservata alla remunerazione del rischio (azionisti tra i quali dipendenti dell'azienda) è limitata a 10,3 milioni di euro e quella dell'azienda è di 69,9 milioni di euro mentre la parte del personale è remunerata con 441,4 milioni di euro, la pubblica amministrazione per 40,4 milioni di euro e liberalità per 1,3 milioni di euro.

Portafoglio ordini
Il portafoglio ordini del Gruppo risulta ben diversificato per area geografica e per linea di prodotto ed ammonta, al 30 giugno 2021, a 3.534 milioni di euro (di cui 622 milioni di euro nel settore della produzione di acciai speciali) rispetto a 2.936 milioni di euro al 30 giugno 2020 (di cui 190 milioni di euro per ABS Steel Making). Il mantenimento, per il Gruppo, di un portafoglio ordini significativo che include molti impianti innovativi per una produzione green di acciaio, conferma la propensione dei nostri clienti ad investire in nuovi impianti grazie alla competitività ed alle soluzioni tecnologiche proposte da Danieli oggi ben qualificata e referenziata in tutta la gamma della produzione metallurgica.

Deliberazioni del Consiglio di Amministrazione
Il Consiglio di Amministrazione, oltre all'approvazione del bilancio, proporrà all'Assemblea degli Azionisti, convocata presso la sede sociale per il 28 ottobre 2021 alle ore 14.00 in unica convocazione, la distribuzione di un dividendo unitario di euro 0,17 per le azioni ordinarie e di euro 0,1907 per le azioni di risparmio, per un totale di 13.351.120 euro contro stacco della cedola n. 43 - per entrambe le categorie di azioni - in data 22 novembre 2021, in pagamento dal 24 novembre 2021 (record date: 23 novembre 2021). Il Consiglio di Amministrazione propone quindi un dividendo più elevato rispetto allo scorso esercizio a fronte dei risultati raggiunti nel periodo dal Gruppo ed in vista di un miglioramento dello scenario competitivo in cui l'azienda opera pur mantenendo elevati gli investimenti in ricerca ed innovazione, per sviluppare nuovi prodotti e tecnologie mirate a permettere una produzione Green dell'acciaio. Il Consiglio di Amministrazione ha evidenziato che, negli ultimi 10 anni, oltre l'85% degli utili è stato reinvestito in azienda, non solo per mantenerla finanziariamente solida, ma per investire in nuovi impianti e nell'innovazione.

(RV - www.ftaonline.com)