Con Facebook che ha comprato WhatsApp, le Ipo di Twitter e le notizie su Candy Crush, il successo di Snapchat fanno apparire il fronte hitech come un panorama interessante. Ma si tratta solo di un’illusione: la velocità con cui le situazioni (e i guadagni) cambiano in questi casi è alta quanto la necessità di continua innovazione (anche nelle idee) che caratterizza il settore. Per questo motivo chi punta sui dividendi, non deve farsi abbagliare dalle luci stroboscopiche di un’euforia che è portata più che altro dalla novità che sempre l’hitech porta con sè. Il problema è che Google, Apple e affini generano cash che poi non sanno come collocare, perchè la ricerca e lo sviluppo ci sono, vero, ma non assorbono tutti gli enormi flussi di capitale.

Ma allora dove e cosa cercare? Prima di tutto, per quanto strano possa sembrare, meglio preferire i parametri di scelta che si applicano anche agli altri settori e cioè stabilità nel cash flow, nei dividendi e nella storia della società. Quindi basi solide e fondamentali altrettanto forti. Il che nel settore dei tecnologici riduce e non di poco la scelta. Le varie Ipo, fonte di ottimismo, possono essere relegate alla percentuale del rischio. nel caso di un rendimento, anche superiore al 3% meglio puntare sui colossi.

Tre i nomi consigliati

Seagate

• Rendimento: 3,5 %

Specializzato nei Pc, potrebbe essere una scommessa persa nell’era del mobile, dove anche l’iPad rischia di sembrare obsoleto. Non se si considera che dai minimi di marzo 2009, Seagate ha registrato un +1.500%, cosa che ha permesso all’azienda non solo di ripristinare i dividendi, ma anche di riportarli ai valori ante-crisi che dai 3 centesimi per azione a trimestre del 2003 è arrivata a 43 (+1.330%). Non solo, ma i margini di rialzo sono dettati da una politica di investimenti mirata a un campo in espansione: la memorizzazione di video in HD nei sistemi di sicurezza e la sua capacità portata a 480 ore consecutive, in altre parole 20 giorni conservati in memoria e ad alta risoluzione.