Il Coronavirus ha colpito anche il settore utility. L’esplosione dell’epidemia a livello globale ha indotto diverse società del settore ad annunciare il taglio della cedola e ci aspettiamo che molte altre ne seguiranno l’esempio, anche a causa delle forti pressioni sul fronte patrimoniale e su quello governativo (data la forte presenza dello Stato nel capitale sociale di molte utility).

Enel migliore idea di investimento tra le utility europee

Detto questo, giudichiamo negativamente la cancellazione del dividendo, in quanto una cedola costante e in crescita è, a nostro avviso, un elemento chiave nelle scelte di investimento in questo settore. Le utility, inoltre, sono tra le stock meno colpite dall’emergenza COVID-19, mentre altri comparti che sono molto più esposti alle dinamiche negative prodotte dall’esplosione della pandemia, come ad esempio quello energetico, sembrano essere intenzionati a mantenere invariata la politica di distribuzione dei dividendi. In un contesto molto incerto come l’attuale, crediamo che la migliore idea di investimento all’interno del settore sia Enel, che ha confermato il suo piano di dividendi fino al 2022.

Centrica ed Engie hanno sospeso la cedola per il 2019, mentre Veolia lo ha dimezzato. Nel primo caso la società ha annullato il pagamento finale del dividendo 2019 e prevediamo che a causa del suo debole posizionamento decida di cancellare anche quello del 2020. Engie ha annunciato il taglio il primo aprile, anche a causa delle pressioni del governo francese che detiene il 34% del capitale sociale. Ma, a differenza di Centrica, prevediamo che il dividendo di Engie verrà ripristinato a partire dal 2021 e su livelli decisamente migliori. La scelta di Veolia, invece, ci delude poiché il suo diretto competitor, Suez, ha mantenuto il dividendo del 2019 nonostante un maggiore livello di indebitamento.

Le utility britanniche e tedesche

A rischio, a nostro avviso, sono i dividendi del 2019 di EDF, RWE, E.On e delle utility del Regno Unito. Nel caso di EDF è molto probabile poiché lo stato francese, che possiede l'83% del capitale, ha chiesto a tutte le società in cui ha una partecipazione di annullare la cedola. In Germania il governo ha chiesto alle società quotate di sospendere la distribuzione dei dividendi come condizione per essere idonei a beneficiare degli aiuti di Stato. Relativamente alle utility regolate del Regno Unito,  SSE ha mantenuto il suo dividendo avvertendo che la cedola del prossimo anno potrebbe essere condizionata dalle ricadute economiche del COVID-19, mentre National Grid ha indicato che la politica di dividendo per il 2020 rifletterà la performance aziendale prevista, incluso l'impatto economico del Coronavirus.

Di Francesco Lavecchia