La mossa per limitare il riscaldamento globale sta avendo un impatto materiale sulle compagnie energetiche.
Da un lato, il mondo ha ancora bisogno di petrolio, e ne avrà ancora per molto tempo.

Dall'altro, le compagnie petrolifere hanno chiaramente bisogno di cambiare, o rischiano di diventare obsolete mentre il mondo si muove lentamente verso fonti di energia più pulite.

Dividendi: ecco due titoli da acquistare in ottica di lungo termine

In un contesto di questo tipo, dalle pagine di The Motley Fool, Ruben Gregg Brew spiega perché Shell ( NYSE:RDS.A ) ( NYSE:RDS.B ) e TotalEnergies ( NYSE:TTE ) sono due dei migliori titoli petroliferi che gli investitori possono acquistare a lungo termine.

Shell e TotalEnergies

Shell e TotalEnergies sono entrambi giganti petroliferi integrati. Ciò significa che possiedono asset in tutto il settore energetico, dalla perforazione per petrolio e gas naturale, allo spostamento di questi combustibili, alla trasformazione dei combustibili in prodotti chimici e alla loro raffinazione in benzina e carburante per aerei.

Questa diversificazione offre equilibrio ai loro portafogli e aiuta a smussare la volatilità intrinseca dei mercati energetici, poiché il downstream spesso ne beneficia quando i prezzi del petrolio sono bassi.

Di conseguenza, una major petrolifera integrata è probabilmente il modo migliore per investire nel settore energetico per gli investitori più conservatori.

Shell e TotalEnergies investono da tempo nella produzione di elettricità, energia rinnovabile e stazioni di ricarica per veicoli elettrici.

Riconoscono che devono adattarsi al mondo, o rischiano di essere lasciati indietro, ma petrolio e gas naturale non smetteranno improvvisamente di essere utilizzati e questa transizione richiederà tempo.

Dividendi da leccarsi i baffi

Per gli investitori in dividendi in cerca di reddito, TotalEnergies stacca una cedola con un rendimento del 6,4%, il più alto dei suoi principali competitors.

E' probabilmente l'opzione migliore: quando i prezzi del petrolio sono crollati nel 2020 per via dei lockdown, TotalEnergies è stata l'unica major petrolifera ad annunciare il livello dei prezzi (una media di 40 dollari al barile) al quale avrebbe potuto mantenere il suo dividendo.

Ha chiarito molto chiaramente che ha capito quanto fosse importante il dividendo per i suoi investitori e che avrebbe effettuato la transizione verso alternative più pulite facendo tutto ciò che era in suo potere per mantenere il dividendo.

Il dividendo di Shell offre un rendimento più contenuto di circa il 3,7%, il più basso dei suoi competitors più vicini.
Ciò è in parte dovuto al fatto che Shell ha tagliato il dividendo all'inizio del 2020, all'incirca nello stesso momento in cui ha annunciato l'intenzione di spostare il proprio modello di business verso alternative più pulite.

È stato un reset importante, ma che secondo la società le avrebbe permesso di tornare alla crescita dei dividendi nel tempo.

E Shell ha perso poco tempo su questo fronte, aumentando di fatto il suo dividendo per la prima volta nel 2020, con un altro paio di aumenti nel 2021.

Shell quindi è fondamentalmente un modo per giocarsi la transizione energetica lontano dal petrolio, beneficiando anche della crescita dei dividendi.