Ottima performance ieri per CNH Industrial (+4,34% a 13,4650 euro). Il titolo ha toccato il nuovo massimo storico a 13,4850 euro grazie alle indiscrezioni di Bloomberg secondo cui le trattative con la cinese FAW per la vendita di Iveco stanno procedendo e un'offerta potrebbe arrivare nei prossimi mesi. Secondo i rumor nel luglio scorso il gruppo automobilistico controllato dallo Stato cinese aveva avanzato una proposta preliminare da oltre tre miliardi di euro, proposta che era stata ritenuta insufficiente da CNH. Qualche settimana fa il ministro dello Sviluppo Economico, Giancarlo Giorgetti, aveva dichiarato che a suo avviso l'eventuale vendita di Iveco "è oggettivamente materia che interessa il Golden Power, questo significa che lo adotteremo": in sostanza l'operazione potrà essere realizzata solo con il consenso del governo. L'analisi del grafico di CNH Industrial mette in evidenza la solida struttura rialzista e le prospettive di estensione del rally verso area 15 euro, lato alto del canale ipotizzabile da fine ottobre. Segnali di debolezza alla violazione di 12,50-12,70, appoggio successivo a 11,50-11,70.

In bella evidenza ieri BP Sondrio che tocca a 2,98 euro i massimi da ottobre 2018. Il cda ha approvato il bilancio 2020 confermando i dati preliminari e proponendo la distribuzione di un dividendo pari a 0,06 euro per azione (0,05 due anni fa, niente cedola l'anno scorso). Per il 2021 il management ritiene "plausibile che il Gruppo bancario Banca Popolare di Sondrio possa conseguire livelli di redditività più elevati di quelli dell'anno passato". Il titolo a 2,95 euro ha incontrato il 61,8% di ritracciamento del ribasso dal top di maggio 2018, una resistenza critica anche in ottica di medio periodo. Una chiusura di seduta al di sopra di area 2,95 aprirebbe la strada al test del livello successivo di ritracciamento nella scala di Fibonacci, il 78,6%, a 3,43 euro. Resistenza intermedia a 3,15 euro. Solo discese sotto area 2,85 metterebbero in discussione le prospettive di proseguimento del rialzo.

Salvatore Ferragamo in progresso ieri dopo che Ferragamo Finanziaria, holding della famiglia che controlla oltre il 66% del gruppo, ha depositato la lista dei candidati per il nuovo cda che verrà nominato nell'assemblea del 22 aprile prossimo. La lista presenta alcune novità interessanti, prima tra tutte l'assenza dell'attuale presidente Ferruccio Ferragamo. Inoltre i membri della famiglia scendono da 5 a 3. Il nuovo presidente non esecutivo sarà Leonardo Ferragamo. Confermati l'a.d. Micaela Le Divelec Lemmi e il vice presidente esecutivo Michele Norsa. Da un punto di vista grafico, dalla fine del 2020 Ferragamo oscilla nervosamente in un range piuttosto stretto disegnato a ridosso del lato superiore del canale che sale dai minimi dello scorso marzo, attualmente a 16,20 circa. A metà marzo i prezzi si sono scontrati con una resistenza orizzontale a circa 17 euro, che già a inizio anno aveva respinto l'attacco dei compratori. Solo una stabilizzazione oltre questo limite permetterebbe al titolo di estendere il movimento ascendente dell'ultimo anno in direzione di obiettivi a 19,50, top di gennaio 2020. Al contrario, sotto 15,40/15,50 euro via libera verso 14,65 circa, supporto orizzontale strategico nel medio periodo.

(SF - www.ftaonline.com)