Ftse Mib, avvio di ottava in flessione anche per colpa dei dividendi. Il Ftse Mib lascia sul terreno lo 0,55% mentre il future, per il quale i dividendi non influiscono (sono gia' scontati a priori) limita le perdite allo 0,25% circa. Tra i maggiori a staccare la cedola sono stati Poste Italiane, Prysmian, Snam, Hera e Terna. Il quadro grafico non viene comunque danneggiato dalla flessione delle ultime ore anche se resta fortemente condizionato dalla mancata rottura, dopo il test di giovedi' e venerdi', della resistenza chiave dei 21500 punti, coincidente con il 78,6% di ritracciamento, importante riferimento di Fibonacci, del ribasso dal massimo di aprile. Solo se i prezzi riusciranno a superare area 21500 movimenti fino ai 22053 punti circa diverrebbero probabili (resistenza intermedia a 21770). A rendere dubbia la possibilita' di rottura della resistenza e quindi il proseguimento del rialzo e' il fatto che le ultime due candele giornaliere disegnate dal Ftse Mib nella scorsa ottava sono due "shooting star", elementi che compaiono in presenza di forti resistenze e che possono quindi essere l'origine, nel caso l'ostacolo non venga superato (il 78,6% di ritracciamento), di ripiegamenti vistosi. Prima di parlare di avvio di una fase calante di rilievo i prezzi dovranno comunque violare la base del gap rialzista del 20 marzo a 21244 punti. Sotto quei livelli aumenterebbe il timore che la fase correttiva iniziata il 17 aprile possa essere una terna di onde (il classico ABC di Elliott) alla quale manchi ancora un elemento ribassista, l'onda C, per completarsi. La violazione a 20745 della linea che sale dai minimi di fine maggio e della media mobile esponenziale a 20 giorni confermerebbe il rischio di proseguimento del ribasso verso i 19500/550 punti.