Gefran ha trascorso gli ultimi due mesi muovendosi lateralmente in un intervallo compreso tra i 7,50 euro, dove transita anche la media esponenziale a 100 giorni, e gli 8,50 euro circa. Questa mancanza di spunti direzionali potrebbe nascondere una semplice pausa del trend rialzista visto dai minimi di novembre a 5,51 euro. I dati di bilancio del 2018 presentati a meta' marzo sono stati infatti incoraggianti, con ricavi pari a 135,6 milioni di Euro (+5,4% rispetto al 2017), un EBITDA positivo per 20,1 milioni di Euro (+5,4% rispetto al 2017), un EBIT positivo per 13,7 milioni di Euro (+23,3% rispetto al 2017) e un utile netto pari a 8,2 milioni di Euro (+18,8% rispetto al 2017). Il CdA ha proposto anche all'Assemblea la distribuzione ai soci di un dividendo pari ad Euro 0,32 per ogni azione detenuta. Alberto Bartoli, Amministratore Delegato del Gruppo, ha dichiarato: "Grazie alla diversificazione della nostra presenza geografica ed al nostro know-how tecnologico, prevediamo di superare in termini di ricavi i risultati positivi dell'esercizio precedente, con una marginalità in linea o in leggera flessione, anche a seguito degli investimenti citati in precedenza." Forse e' stato questo accenno ad una "marginalità in linea o in leggera flessione" che ha frenato la voglia di rialzo del mercato, ma al tempo stesso l'assenza di flessioni significative sembra poter avvalorare l'idea che la fase attuale sia solo la preparazione per un nuovo rialzo. La rottura di 8,50 confermerebbe questa ipotesi aprendo la strada al test dei 9 euro, massimo di giugno 2018, e successivamente di area 10 euro. Solo la violazione di 7,50, minimo del 5 febbraio, potrebbe fare temere di essere stati testimoni della costruzione di un "doppio massimo", figura ribassista con target a 6,50 euro almeno.