Atlantia in forte ribasso dopo il crollo del viadotto Polcevera sull'A10 a Genova. Il tratto è gestito dalla controllata Autostrade per l'Italia: quest'ultima poco fa ha comunicato che "sulla struttura - risalente agli anni '60 - erano in corso lavori di consolidamento della soletta del viadotto e che, come da progetto, era stato installato un carro-ponte per consentire lo svolgimento delle attività di manutenzione. I lavori e lo stato del viadotto erano sottoposti a costante attività di osservazione e vigilanza da parte della Direzione di Tronco di Genova. Le cause del crollo saranno oggetto di approfondita analisi non appena sarà possibile accedere in sicurezza ai luoghi". In relazione a quanto annunciato dal governo in merito all'avvio di una procedura finalizzata alla revoca della concessione nella titolarità della controllata Autostrade per l'Italia, Atlantia "deve osservare che tale annuncio è stato effettuato in carenza di qualsiasi previa contestazione specifica alla concessionaria ed in assenza di accertamenti circa le effettive cause dell'accaduto". Inoltre Atlantia ricorda che nell'ipotesi di revoca "spetta comunque alla concessionaria il riconoscimento del valore residuo della concessione", calcolato da alcuni analisti in 20 miliardi di euro. Il titolo è precipitato nella seduta di martedì fino a un minimo a 22,16 euro, toccando il livello più basso da aprile 2017 e alimentando i timori che possano dispiegarsi gli effetti del doppio massimo disegnato tra novembre e maggio da 28,60 circa. Chiusure di ottava sotto il minimo dell'8 giugno, a 23,58 euro, farebbero dunque temere una evoluzione al ribasso per target negativi sui minimi di fine 2016 a 19,30 circa. Solo il perentorio ritorno sopra il minimo del 3 agosto a quota 24,54 potrebbe scongiurare la realizzazione di questo scenario. Per intravedere segnali credibili e duraturi di ripresa i prezzi dovranno però lasciarsi alle spalle la media mobile esponenziale a 200 giorni passante da area 25,90/25,96.