Sale Azimut Holding in avvio di ottava dopo l'intervista rilasciata ad Affari&Finanza di Repubblica dal presidente Pietro Giuliani: il manager si è detto disponibile a prendere in esame eventuali aggregazioni. Giuliani ha anche ribadito un concetto espresso più volte negli ultimi mesi, ovvero che c'è interesse a far scendere il titolo in borsa al fine di rendere scalabile il gruppo attivo nel risparmio gestito (le posizioni short più consistenti sono quelle di Blackrock e Engadine Partners). In merito al recente varo del nuovo modello di calcolo delle commissioni, Giuliani ha precisato che restano comunque inferiori a quelle dei concorrenti. Buone indicazioni dagli asset esteri (Australia in primis). Graficamente il titolo è andato in pressing su resistenza di breve rilevante, la trend line che scende dal top di fine gennaio, passante a 11,27/28 euro. La rottura di questa quota e' un segnale in favore del test almeno dei massimi di fine gennaio a 11,60 circa. In realta' la figura disegnata dai prezzi nelle ultime sedute potrebbe anche essere considerata un "pennant" (figura triangolare, da non confondere pero' con un triangolo, dal momento che questa e' formata da soli 3 segmenti e non da 5 come il triangolo, di continuazione del precedente trend rialzista), quindi la rottura di area 11,30 potrebbe essere gia' considerata un indizio forte in favore del raggiungimento di nuovi massimi oltre 11,60. Prudentemente pero' e' consigliabile ragionare per gradi, prima puntare al ritorno in area 11,60, poi, oltre quei livelli, iniziare a scommettere su un target a 12,37/38. Solo sotto ara 11,125 il rialzo segnalerebbe una perdita di forza preoccupante.

Banca IFIS +14,98% balza in avanti e tocca i massimi da metà dicembre nel giorno dell'uscita dei dati preliminari relativi all'esercizio 2018. L'utile scende a 146,8 milioni di euro dai 180,8 del 2017, ma nel quarto trimestre i profitti si sono attestati a 57,8 milioni da 31,6 nel medesimo periodo del 2017, segnalando un'inversione di tendenza positiva nella parte finale del 2018 (+154% sul terzo trimestre). Per il 2019 il gruppo guidato da Giovanni Bossi prevede un utile compreso tra 140 e 160 milioni di euro nonostante il dimezzamento del contributo positivo del reversal dalla PPA (92 milioni di euro nel 2018) e un CET1 in lieve aumento. Graficamente il titolo è riuscito a sfruttare il supporto in area 15,80 circa (minimo del 15 gennaio e punto di passaggio della base del canale che contiene le oscillazioni dai minimi di ottobre), raggiungendo valori massimi a 18,38 euro, a contatto con la media mobile a 100 sedute. Si tratta di un riferimento critico che nelle prossime sedute potrebbe rivelarsi utile per discriminare in modo efficace tra semplice pull-back e tentativo di inversione di trend: i prezzi si muovono infatti al di sotto della media mobile da novembre 2017, pertanto il suo superamento potrebbe comportare un significativo miglioramento del quadro grafico di breve termine, con probabile allungo in direzione di area 19,80 e 21,20 circa. Al contrario, discese sotto 15,80 troverebbero nuove conferme negative sotto quota 14,50 circa, anticipando il ritorno sui minimi di ottobre a 13,30.