*Leonardo *archivia l'esercizio 2018 con ordini in forte rialzo (+30% circa) a 15,1 miliardi di euro principalmente grazie all'acquisizione del contratto NH90 Qatar (3 miliardi) e superiori alla guidance fornita dal gruppo (14,0-14,5 miliardi). Anche i ricavi (12,2 miliardi) hanno superato la guidance (11,5-12,0 miliardi). L'EBITA sale a 1,12 miliardi da 1,077, mentre l'EBIT scende da 844 a 715 milioni. Il risultato netto balza da 279 a 510 milioni grazie a minori oneri finanziari legati alle operazioni di buy-back completate nel corso del 2017. Il Free Operating Cash Flow (FOCF) scende da 537 milioni a 336. L'indebitamento netto di gruppo scende a 2,35 miliardi da 2,58 a fine 2017. Dividendo confermato a 0,14 euro per azione. Per il 2019 il management prevede nuovi ordini in calo a 12,5-13,5 miliardi, ricavi ed EBITA in leggero rialzo a 12,5-13,0 miliardi e 1,175-1,225 miliardi rispettivamente, mentre il FOCF è atteso in ulteriore calo a circa 200 milioni. L'indebitamento netto è previsto a 2,3-2,8 miliardi. In un'intervista al Sole 24 Ore l'a.d. Alessandro Profumo ha dichiarato di non vedere la necessità di aumenti di capitale o emissioni obbligazionarie importanti, che la controllata americana DRS non sarà ceduta e che la divisione elicotteri crescerà per linee interne. L'analisi del grafico di Leonardo evidenzia il rimbalzo partito a metà gennaio, movimento che si è fermato a ridosso degli ostacoli a 9,00/9,10 euro. L'eventuale superamento di questi riferimenti proietterebbe il titolo verso il massimo di inizio ottobre a 10,98: conferme in tal senso oltre 9,90. Segnali di debolezza sotto 8,35, mentre la violazione di 8,10/8,15 preannuncerebbe un affondo sui 7,40/7,50.