Juventus Football Club, +2,02% a 1,5425 euro, in buona forma ieri. Il turno infrasettimanale del campionato di Serie A è stato favorevole ai bianconeri: la vittoria contro il Cagliari e la contemporanea sconfitta del Napoli a Empoli hanno portato il vantaggio sui partenopei a 18 punti. Dato che mancano 8 giornate al termine, alla Juventus basterebbero 2 vittorie per vincere matematicamente l'ottavo scudetto consecutivo e quindi concentrarsi sul vero obiettivo stagionale, la Champions League. Il titolo si è avvicinato ai massimi allineati di area 1,60 euro toccati a fine gennaio e metà marzo. In caso di perentorio superamento di questi livelli verrebbe ripristinato il movimento rialzista partito a fine ottobre con obiettivo sul record storico di fine settembre a 1,8130. Oltre questo ultimo livello si aprirebbero spazi di ascesa più consistenti in direzione del lato alto del canale ascendente ipotizzabile da giugno, ora in transito per 2,25. Discese sotto 1,47/1,48 anticiperebbero invece discese in area 1,40, supporto determinante per evitare approfondimenti sui livelli di fine febbraio/inizio marzo (1,20 circa).

Figura rialzista in preparazione per UniCredit? Il titolo si e' mosso al ribasso giovedi' in scia alle indiscrezioni del Financial Times secondo cui il gruppo guidato da Jean Pierre Mustier starebbe lavorando ad un'offerta alternativa su Commerzbank, ma le prospettive grafiche non sono negative. L'offerta di Unicredit verrebbe presentata solo se i negoziati di Commerzbank per la fusione con Deutsche Bank non andassero in porto. Il piano prevederebbe l'acquisizione di una quota significativa del capitale di Commerbank, che poi potrebbe fondersi con la controllata tedesca di UniCredit HypoVereinsbank. L'operazione da un punto di vista industriale avrebbe senso: la fusione tra Commerzbank e Deutsche Bank per dimostrarsi efficace in una ottica di riduzione dei costi dovrebbe prevedere la chiusura di molti sportelli per limitare la sovrapposizione tra i due istituti, un strada che si scontrerebbe con i sindacati, ovviamente contrari a tagli e ridimensionamenti, nel caso di una unione tra Commerzbank, Unicredit e Hvb le sovrapposizioni territoriali sarebbero invece un problema di secondaria importanza. Lorenzo Bini Smaghi, il presidente di Société Générale, ha dichiarato che il mercato italiano e quello tedesco sono troppo frammentati e necessitano quindi di un consolidamento, le banche europee dovrebbero infatti avere dimensioni tali da poter competere con le banche americane. In passato Société Générale e' stata oggetto di speculazioni riguardanti una possibile aggregazione con UniCredit ma Bini Smaghi in questa occasione non ha voluto commentare sulle singole banche lasciando il suo discorso a livello generale. Unicredit e' sceso a 11,94 euro (close mercoledi' a 12,19 euro) rimbalzando poi in area 12,05/15 euro. Sul grafico si nota la forte resistenza offerta in area 12,30 dalla linea che unisce i massimi del 29 novembre con quelli del 1° marzo, linea testata anche mercoledi' con precisione dai prezzi. Questa trend line potrebbe rivelarsi la "neckline" del potenziale testa spalle rialzista disegnato a partire dai minimi del 20 novembre. La figura per essere attivata necessiterebbe pero' di una chiusura di giornata oltre i 12,30 euro. In quel caso diverrebbe credibile una correzione estesa di tutto il ribasso subito dai massimi dello scorso aprile a 18,25 euro circa. Da notare che in coincidenza con la "neckline" del testa spalle transita anche la media mobile esponenziale a 200 giorni, gia' toccata senza successo dai massimi di marzo. Obiettivi al di sopra di area 12,30 a 13,52, gap del 28 settembre, e a 14,34, sul massimo di settembre 2018. La mancata rottura di 12,30 e la violazione di 11,85 potrebbero invece comportare la ricopertura del gap rialzista del 1° aprile con base a 11,45, supporto coincidente con la media esponenziale a 100 giorni, quindi riferimento critico anche in ottica di medio periodo.