STMicroelectronics, +2,91% a 15,5850 euro venerdì, supera il massimo del 25 febbraio a 15,4150, importante resistenza in ottica di medio periodo, e riattiva il rally partito a inizio anno. Giovedì il gruppo dei semiconduttori ha informato che Claudia Bugno, in precedenza proposta come nuovo membro del consiglio di supervisione della società da nominare alla prossima assemblea del 23 maggio 2019 ha comunicato di non essere più disponibile per la nomina. Da un punto di vista grafico STM appare ottimamente posizionata per allungare verso il prossimo livello dei ritracciamenti di Fibonacci, il 50% del ribasso dal top di giugno 2018, posto a 16,85 euro. Resistenza successiva a 18,05, top dello "shooting star" del 28 agosto. Solo discese al di sotto del picco del 22 marzo a 15,17 potrebbero anticipare la ricopertura del gap del 3 aprile a 14,15 e del 1° aprile a 13,18.

Salini Impregilo balza in avanti (+9,69% a 2,31 euro venerdì) e tocca i massimi da settembre grazie alle ottime notizie giunte dall'Australia. Il consorzio Future Generation, di cui il gruppo italiano ha una quota del 65% (il rimanente del 35% è in capo all'australiana Clough), ha firmato un contratto da 5,1 miliardi dollari australiani (pari a € 3,228 miliardi) per la realizzazione dei lavori di ingegneria civile e elettromeccanica di Snowy 2.0. La quota di Salini Impregilo è pari a 3,315 miliardi di dollari australiani (2,098 miliardi di euro). Con questo progetto il totale di ordini acquisiti (o in via di finalizzazione) del primo trimestre 2019 per Salini Impregilo ammonta a 3,9 miliardi di euro. Nel finale della seduta di venerdì sono giunte altre indicazioni favorevoli: l'a.d. Pietro Salini ha dichiarato a Reuters che sono aperti tavoli di trattativa con Cdp e banche per la creazione di un polo nazionale nel settore costruzioni. L'analisi del grafico di Salini Impregilo evidenzia la perentoria riattivazione del movimento rialzista, con il titolo ben posizionato per un'estensione verso 2,50 e 2,65 almeno. Oltre questo ultimo livello obiettivi a 2,80/2,85 e 3,00/3,05. Un eventuale ritorno al di sotto delle ex resistenze a 2,10/2,15 creerebbe le premesse per un test dei supporti a 1,85/1,90, riferimenti decisivi per scongiurare l'ipotesi di correzione del rally partito a fine dicembre.