Datalogic +6,43% rimbalza con decisione in scia alla pubblicazione dei risultati del primo trimestre 2019. I ricavi si attestano a 144,6 milioni di euro (+1,2% a/a), l'utile netto a 12,6 milioni (+12,4% a/a). Per il futuro il gruppo prevede "un miglioramento nella seconda metà dell'anno e di poter chiudere l'esercizio proseguendo nel proprio trend di crescita dei ricavi con un recupero della profittabilità a livelli sostanzialmente in linea con il 2018". L'analisi del grafico di Datalogic evidenzia lo scenario ribassista di medio periodo: il titolo è in flessione da settembre e recentemente ha completato un testa e spalle di continuazione. Per contrastare la tendenza negativa le quotazioni dovrebbero portarsi stabilmente oltre 19,65 euro (la neckline del testa e spalle) per poi dirigersi verso il massimo di gennaio a 25,15: conferme in tal senso oltre 22,10/22,20. Discese sotto il recente minimo a 17,30 decreterebbero invece la riattivazione del movimento ribassista verso area 16 almeno.

Buona performance ieri per Mediaset +1,57%: il gruppo di Cologno Monzese ha chiuso il primo trimestre 2019 con ricavi in netto calo (718,2 milioni di euro da 839,2) ma profitti in forte crescita (39,8 milioni da 3,5 milioni). Per il secondo trimestre Mediaset prevede che l'andamento della raccolta pubblicitaria italiana dovrebbe mantenersi in linea con quella del primo trimestre, mentre "i risultati economico-finanziari continueranno a beneficiare degli impatti del processo di "digital trasformation" delle attività Pay italiane, con un rafforzamento del trend di crescita dei margini economici e della generazione di cassa del Gruppo rispetto al 2018". Il CFO Marco giordani in conference call con gli analisti ha dichiarato che il gruppo potrebbe acquisire nuovi finanziamenti fino a un miliardo di euro per sostenere eventuali acquisizioni. Meno di un mese fa, al termine dell'assemblea, l'a.d. Pier Silvio Berlusconi ha affermato che Mediaset si sta impegnando per realizzare il progetto di una grande tv generalista paneuropea. Una decisione sembra poter essere presa entro il 25 luglio, data del cda fissato per decidere sulla distribuzione del dividendo a valere sull'esercizio 2018. I prezzi stanno risalendo la china verso la resistenza critica a 3 euro circa, massimi allineati di gennaio e aprile e limite superiore del trading range disegnato nell'ultimo anno. Possibile miglioramento oltre questo ostacolo, per target a 3,10 euro poi a 3,40 circa, un altro ostacolo tenace che dovrà essere scardinato per garantire sviluppi positivi di medio lungo termine . Discese sotto 2,66/2,68 preluderebbero invece al ritorno in area 2,40, base del trading range in cui i prezzi oscillano da quasi un anno.