Notizie positive per Tenaris: venerdì scorso gli USA hanno rimosso i dazi sulle importazioni di acciaio e alluminio da Messico e Canada (pari al 25 e 10 per cento rispettivamente). Tenaris è attiva in Messico (è anche quotata alla borsa di Città del Messico) con tre siti produttivi e il Nord America è il suo principale mercato, con quasi il 50% dei ricavi. La rimozione dei dazi sulle esportazioni verso gli USA avrà effetti positivi sui margini reddituali del gruppo italo-argentino. L'analisi del grafico di Tenaris (che oggi stacca un dividendo da 0,28 dollari per azione, pari a 0,25 euro per azione) evidenzia il rally partito a fine dicembre da 9,0620 euro e la correzione vista a cavallo di aprile e maggio. Il titolo nelle ultime sedute ha recuperato terreno e in caso di conferme oltre 12,30 avrebbe la possibilità di riavvicinarsi al massimo a 13,54 del 23 aprile: l'eventuale superamento di questo ultimo livello decreterebbe la riattivazione del rally verso 15,20/15,30, resistenze tra agosto e ottobre 2018. Segnali ribassisti alla violazione di 11,30, prologo all'inversione della tendenza rialzista di medio periodo (conferme sotto 10,70).

ASTM in deciso progresso grazie alle indiscrezioni de Il Sole 24 Ore riguardo al possibile accorciamento della catena di controllo del gruppo Gavio. Il presidente di ASTM Gian Maria Gros Pietro ha negato le indiscrezioni, ricordando che l'ipotesi di accorciamento resta una possibilità nel medio termine: nell'immediato non c'e' nulla allo studio. ASTM controlla SIAS con il 61,7% (dati Consob). ASTM sale fino a oltre i 21,85 euro dopo aver terminato giovedi' a 21,10 euro. Il rimbalzo e' partito dall'importante supporto dei 21 euro dove si colloca il 38,2% di ritracciamento del rialzo dai minimi di dicembre 2018. La tenuta di questo importante riferimento ricavato dalla successione di Fibonacci permette di sperare in una reazione decisa dopo i recenti segnali di debolezza, come la violazione il 13 maggio in area 21,65 della media esponenziale a 100 giorni, ma solo oltre 22,45, lato alto del canale discendente che contiene i prezzi dai massimi del 1° aprile, vi sarebbero conferme in questo senso. Al superamento di quei livelli target a 23,10 e a 24 euro. Sotto 21,50 invece atteso nuovo test di area 21. La violazione anche di quel supporto riproporrebbe il trend ribassista con obiettivi a 19,80 euro almeno.