CNH Industrial in deciso ribasso mercoledi'. I dati ACEA sulle immatricolazioni di veicoli commerciali nell'Unione Europea hanno evidenziato un crescita del 6,2% a/a in luglio e dell'11,0% in agosto. Nonostante questo gli analisti di Banca Akros confermano il giudizio neutral in quanto ritengono che il mercato UE dei camion sia prossimo a un rallentamento ciclico. Il titolo ha ceduto fino a 9,164 euro per poi tentare una reazione a 9,32 circa, comunque bene al di sotto della chiusura di lunedi' a 9,532 euro. Il ribasso ha comportato la violazione della trend line rialzista disegnata dai minimi di agosto e della media mobile esponenziale a 20 giorni, passanti entrambe a 9,55/60 euro circa. Un tentativo di ricopertura del gap lasciato mercoledi' in avvio in area 9,50 euro e' possibile ma a seguito dei segnali di debolezza appena inviati e' anche probabile che dopo un eventuale rimbalzo la tendenza ribassista torni ad emergere. Primo supporto in area 8,75/80, che potrebbe anche arrestare la discesa. La violazione di questi livelli renderebbe invece probabile la ricopertura del gap rialzista del 19 agosto con base a 7,95 euro circa.

Iren ha presentato questa mattina il piano industriale 2019-2024. I target economico-finanziari prevedono una crescita dell'EBITDA dagli 866 milioni di euro del 2018 (al netto dei one off positivi registrati nell'esercizio pari a 101 milioni di euro) a 980 nel 2022 e 1070 a fine periodo (+3,6% medio annuo), mentre l'utile netto è atteso in progresso dai 206 milioni di euro del 2018 (dato rettificato, utile netto reported pari a 242 milioni di euro) a 270 nel 2022 e a 300 nel 2024 (+6,5% medio annuo). Gli analisti di Kepler Cheuvreux ieri hanno confermato la raccomandazione buy e il target a 3 euro, stimando una crescita media annua dell'utile netto del 4,5%, che è in linea con la crescita implicita del target calcolato sull'utile netto reported 2018. Il dividendo previsto per il 2019 è pari a 9,2 €c/azione (+9,5% da 8,4 nel 2018) nel 2019: la crescita negli anni successivi è stimata in un 10% annuo per arrivare a 14,9 €c/azione nel 2024. L'indebitamento netto/EBITDA dovrebbe salire da 2,8 nel 2018 a 3,0 nel 2022 per poi scendere a 2,4 nel 2024. Il piano prevede anche un incremento degli investimenti per un ammontare complessivo pari a circa 3,3 miliardi di euro (+10% rispetto al precedente piano industriale) e possibili opzioni di crescita organica per circa 1 miliardo di euro e di crescita esterna, sia attraverso operazioni M&A di piccole e medie dimensioni, per un ebitda addizionale pari a 100 milioni di euro, "sia attraverso operazioni di dimensioni rilevanti grazie al modello di business impostato negli anni e al miglioramento dei ratio finanziari". L'analisi del grafico di Iren evidenzia l'accelerazione delle ultime sedute e la conseguente riattivazione della tendenza ascendente in essere dai minimi allineati di fine 2018. Il titolo si è avvicinato al massimo pluriennale a 2,74 euro toccato a gennaio dell'anno scorso: l'eventuale superamento di questo ostacolo lancerebbe i prezzi verso i 2,89 del maggio 2007 e successivamente sul record storico a 3,51. Nel brevissimo possiamo osservare che Iren è esposta alle prese di profitto e quindi a un test dall'alto di 2,50/2,55: sotto questi riferimenti probabile una correzione più consistente verso 2,30/2,35 almeno.