Atlantia

Fase delicata per Atlantia che ieri ha perso l'1,44% a 21,15 euro in scia alle parole del premier Conte. Il capo del governo ha dichiarato al Corriere della Sera che una decisione sulla revoca delle concessioni autostradali del gruppo controllato dai Benetton verrà presa presto e sarà basata su valutazioni tecniche e giuridiche, aggiungendo che è ormai evidente che ci sono state gravissime inadempienze (concetti già espressi recentemente da Conte, ndr). Il Messaggero ha però scritto che il Ministero dell'Economia e delle Finanze appare molto dubbioso sulla revoca: un contenzioso con Atlantia/Autostrade potrebbe costare 7-8 miliardi di euro alle casse dello Stato. Ieri a mercato chiuso Atlantia ha comunicato che Standard & Poor's, "in relazione alle modifiche unilaterali introdotte con il Decreto Milleproroghe nei contratti delle concessionarie autostradali in Italia", ha rivisto al ribasso i rating del gruppo Atlantia. In particolare il rating di Autostrade per l'Italia da 'BBB-' a 'BB-' e quello di Atlantia dal precedente 'BB+' a 'BB-", con rating watch negativo. Da segnalare le indiscrezioni di Reuters secondo cui alcuni investitori istituzionali hanno chiesto alla Commissione Europea di intervenire contro il Milleproroghe in quanto compromette la credibilità della normativa. Le disposizioni inserite nel decreto consentono di ridurre fortemente (da circa 23 miliardi di euro a 7-8 le penali a carico dello Stato italiano in caso di revoca unilaterale delle concessioni). Inoltre il cda di Atlantia "ha nominato il Consigliere Carlo Bertazzo quale nuovo Amministratore Delegato della Società" ma con un piccolo "giallo". Il primo comunicato con cui Atlantia annunciava la nomina di Bertazzo precisava che sarebbe stato nominato un co-CEO con deleghe sulle attività estere del gruppo: questo comunicato è stato poi ritirato da Atlantia e sostituito con quello in cui si annunciava solo la nomina di Bertazzo. L'analisi del grafico di Atlantia evidenzia il rimbalzo partito il 3 gennaio e il riavvicinamento del titolo al massimo pre-natalizio a 22,30 euro. Il superamento di questo ostacolo decreterebbe il completamento del potenziale doppio minimo in formazione da inizio novembre, con primo obiettivo a 23 e successivo sui picchi della scorsa estate in area 25. Discese sotto 20,40 favorirebbero invece un test di 19,00/19,50, supporti decisivi per scongiurare l'affondo verso area 17.