Banco BPM

Banco BPM archivia il quarto trimestre e l'esercizio 2019 con risultati in netto miglioramento e superiori alle attese degli analisti. Il risultato netto è pari a +797 milioni di euro da -59 milioni nel 2018, il che permette al gruppo di tornare a distribuire un dividendo: la cedola sarà pari a 0,08 euro per azione (dividend yield del 3,9% sulla chiusura di ieri), superiore al consensus di 0,05. Il quarto trimestre ha visto il margine di intermediazione (proventi operativi) attestarsi a 1,187 miliardi, ben al di sopra degli 1,022 del corrispondente periodo del 2018 e migliore del consensus Bloomberg (1,107 miliardi). Il risultato della gestione operativa balza da 297 milioni a 531 (consensus 461,3) e il risultato netto da -584 milioni a +95,7 (consensus 91,3). Durante lo scorso esercizio è proseguita l'attività di derisking: l'NPE ratio netto è sceso al 5,2% (era 6,5% a fine 2018), il costo del credito a 73 bp rispetto ai 184 bp del dicembre 2018). Si rafforzano il CET 1 Ratio phased-in e il CET1 fully loaded, rispettivamente al 14,6% e al 12,8% (da 12,1% e 10,0% nel 2018). L'attenzione degli operatori si sposta ora all'appuntamento del 3 marzo, giorno della presentazione del piano industriale. L'analisi del grafico di Banco BPM mette in evidenza la correzione in essere da metà ottobre, movimento compresso all'interno di un canale discendente. Nelle ultime sedute il titolo ha accelerato al rialzo portandosi a ridosso del lato alto del canale, attualmente in transito per 2,06 euro circa. Il superamento di questo ostacolo permetterebbe ai prezzi di ambire al ritorno sul massimo a 2,22 toccato il 17 ottobre ed eventualmente riattivare il rally partito ad agosto: obiettivi a 2,35 e 2,75. Segnali di debolezza sotto 1,91, prologo a un test della base del canale a 1,84 circa.