CNH Industrial

Molto bene ieri CNH Industrial +7,30%, FCA +6,47% e la controllante Exor +8,27%. Secondo voci raccolte da Reuters il Lingotto e PSA stanno valutando come creare adeguate riserve di liquidità prima di procedere all'integrazione. Possibile un rinvio dei rispettivi dividendi e della cedola speciale da 5,5 miliardi di euro che FCA staccherà a favore dei suoi azionisti prima dell'integrazione. Si parla anche della possibilità che il gruppo italoamericano possa approfittare delle misure a sostegno della liquidità delle imprese approvate ieri dal governo italiano nonostante la sede legale sia stata trasferita in Olanda (ma gli impianti restano nel nostro Paese). FCA torna premere contro i primi ostacoli a 7,58 euro, massimi del 25 marzo, nel tentativo di estendere la reazione avviata il mese scorso da 5,51 euro verso almeno 8,30. Oltre questo limite, corrispondente al 38,2% del ribasso dai top di febbraio, sarebbe lecito pronosticare la ricopertura del gap ribassista del 9 marzo con lato alto a 10,31. Senza la rottura di 7,58 euro, invece, i primi supporti a quota 6 verrebbero minacciati nuovamente, preludendo al ritorno sui bottom di marzo a 5,51 ed eventualmente più sotto fino al supporto successivo a 4,80 circa, minimi allineati di agosto e settembre 2016.

UniCredit

In evidenza ieri nel settore bancario UniCredit, +3,42% a 7,35 euro, in scia all'approvazione delle misure a sostegno alla liquidità delle imprese. Fondamentale sarà il ruolo degli istituti di credito, ma l'erogazione delle risorse è sottoposto al via libera della Commissione UE. Citigroup ha confermato la raccomandazione buy sul titolo con target ridotto da 13 a 11 euro. Le stime di utile per azione nel quadriennio 2020-2023 vengono abbassate del 19% medio per tener conto di maggiori perdite su crediti e di una minore attività a causa della crisi coronavirus. Secondo gli analisti della banca americana UniCredit può però vantare una solida posizione di capitale e un NPL ratio più basso rispetto alla concorrenza. L'analisi del grafico di UniCredit mette in evidenza la massiccia flessione originata dal massimo di febbraio a 14,4420 euro (-55% sul minimo storico del 16 marzo a 6,42) e il potenziale doppio minimo in formazione da metà mese scorso. Si tratta di un pattern rialzista tra i più affidabili ma per essere completato richiede il superamento del massimo del 25 marzo a 8,9320 (prime indicazioni favorevoli oltre 7,70/7,80). In tal caso il titolo potrebbe avviare un tentativo di inversione della tendenza negativa, con conferme definitive in caso di stabilizzazione oltre 9,70: obiettivi intermedi a 11,20 e 12,00. Attualmente i prezzi oscillano ancora pericolosamente a ridosso di 6,42: una rottura riattiverebbe il movimento ribassista verso 4,00/4,20.

Mediaset

Mediaset sulla parità ieri, non supera la resistenza dei 2 euro. La società Czech Media Invest che fa capo a Daniel Kretinsky non sta agendo in concerto con Mediaset. Lo ha comunicato lo stesso imprenditore ceco. Czech Media Invest ha il 10% di ProSiebenSat.1 Media SE. Due settimane fa Mediaset aveva annunciato l'acquisizione (tramite la controllata Mediaset España Comunicacion S.A.) del 4,25% di ProSiebenSat.1 Media, portandola quota del Gruppo Mediaset al 20,1% dei diritti di voto (escludendo le azioni proprie). Il titolo Mediaset e sceso in area 1,95 dopo avere toccato un massimo intraday a 2,036 e aver terminato lunedì a 1,986 euro. A 2 euro le quotazioni hanno incontrato il 38,2% di ritracciamento del ribasso dal massimo di agosto 2019. Senza la rottura di questo riferimento ricavato dalla successione di Fibonacci, messo sotto pressione quasi quotidianamente dal 31 marzo ma senza successo, il rimbalzo in atto dai minimi di marzo rischia di dimostrarsi solo una pausa correttiva del trend ribassista primario. Sotto 1,86 conferma in questo senso, primo supporto in quel caso a 1,60, poi rischio di ritorno sui minimi di marzo a 1,3450 euro. La rottura dei 2 euro, se confermata in chiusura di seduta, sarebbe invece un segnale di forza importante che aprirebbe la strada al test di 2,20 almeno, con resistenza successiva a 2,40 euro.

(SF - www.ftaonline.com)