Fca

Importante indiscrezione del Sole 24 Ore sull'integrazione FCA-PSA. Secondo il quotidiano i due gruppi stanno vagliando le varie possibilità per mantenere intatta la struttura di base dell'aggregazione ma senza la distribuzione da parte di FCA del dividendo in contanti da 5,5 miliardi di euro preliminare all'operazione. Il Lingotto vorrebbe evitare la distribuzione della cedola straordinaria in una fase delicata come quella attuale. Ricordiamo le polemiche che hanno accompagnato la recente assegnazione della garanzia pubblica sul prestito da 6,3 miliardi di euro concesso da Intesa Sanpaolo a FCA Italy: alcuni esponenti del governo italiano (i 5 Stelle) erano contrari, sostenevano che rinunciando o rinviando la distribuzione del dividendo straordinario FCA non avrebbe avuto bisogno della garanzia pubblica. Al momento tra le ipotesi che FCA e PSA stanno prendendo in considerazione c'è la distribuzione della cedola in asset del Lingotto, come Sevel (joint venture paritetica con la stessa PSA, che quindi uscirebbe dal perimetro della fusione) o Alfa Romeo-Maserati. Altra possibilità è quella di far entrare nell'integrazione asset PSA rimasti fuori dall'accordo (ad esempio Faurecia, gruppo di componentistica automotive). Probabile una reazione molto negativa del titolo FCA a questi rumor: l'analisi del quadro grafico mette in evidenza il recupero dal minimo di marzo, recupero che è però rimasto all'interno di un canale, quindi senza le accelerazioni al rialzo che normalmente caratterizzano le inversioni di tendenza dopo una correzione. Questa analisi verrebbe confermata da discese sotto 8,00-8,05 euro, prologo a un test di 7,80, supporto la cui violazione aprirebbe ufficialmente le porte all'ipotesi di ritorno sui 5,51 di marzo: conferme definitive sotto 6,90-6,95. L'eventuale superamento di 9,70 anticiperebbe invece un attacco ad area 11, ex supporti e ora resistenze determinanti in vista di un tentativo di ritorno sui massimi di fine 2019 a 14,70-14,80.

Piaggio 

Piaggio +4,19% scatta in avanti grazie ai dati sulle vendite di veicoli a due ruote a giugno in Italia (+36% a/a). Il mercato tricolore secondo Equita pesa per circa l'11% sul totale dei ricavi del gruppo di Pontedera. Il titolo è riuscito a sfruttare il supporto orizzontale a 2,10 circa, dove transita anche la media mobile a 50 giorni, per lanciarsi all'attacco della resistenza a 2,30 circa, trend line che scende dai massimi dello scorso novembre. Nel caso di vittoria su questo riferimento verrebbe riattivato il movimento rialzista in essere da aprile verso target in prima battuta a 2,48 circa (quota pari al 61,8% di ritracciamento della discesa dai top di novembre) poi a 2,63 almeno. Segnali di debolezza invece sotto quota 2/2,05 per supporti a 1,83 poi a 1,65 circa.

Cairo Communication

Ottime performance giovedì per i titoli del settore media, in particolare evidenza Cairo Communication. A far scattare gli acquisti sono state probabilmente le dichiarazioni al Corriere della Sera di Lorenzo Sassoli de Bianchi, presidente di UPA, l'associazione che riunisce le più importanti aziende che investono in pubblicità e in comunicazione. In base alle stime di UPA il calo degli investimenti pubblicitari nel 2020 dovrebbe essere del 17%, una flessione più contenuta del previsto grazie alla progressiva ripresa in essere da maggio. Cairo è salito fino a 1,624 euro dopo aver terminato mercoledì a 1,464 euro. Il rimbalzo era nell'aria, mercoledì è comparso sul grafico a candele giornaliere un elemento di tipo "hammer", a contatto con il supporto offerto a 1,45 dal minimo del 15 giugno, un chiaro indizio che c'era voglia di rimbalzo. La rottura a 1,57 della media mobile esponenziale a 50 giorni è una conferma della ritrovata intonazione positiva, prossimo appuntamento importante a 1,67 circa, con la trend line ribassista disegnata dal picco del 24 marzo. Oltre quei livelli atteso il raggiungimento a 1,714 del massimo dell'8 giugno, altra resistenza rilevante, ultimo ostacolo al ritorno sul picco di marzo a 1,848 euro. Solo eventuali discese nuovamente al di sotto di area 1,50 potrebbero proporre un nuovo test di area 1,42/3 con il rischio al di sotto di quei livelli di vedere scendere in prezzi fino sui minimi di maggio a 1,332 euro.

(SF - www.ftaonline.com)