Anima Holding

Brilla Anima Holding in avvio di ottava. La società ha chiuso il 2020 con utile netto a 155,4 milioni di euro (+7% sui 145,8 milioni del 2019). L'utile netto normalizzato (che non tiene conto di costi o ricavi straordinari e/o non monetari fra i quali gli ammortamenti di intangibili a vita utile definita) è stato pari a 197,1 milioni (+6% rispetto ai 185,1 milioni del 2019). Il cda proporrà all'assemblea degli azionisti la distribuzione di un dividendo pari a 0,22 euro per azione (+7,3% rispetto al dividendo a valere sull'esercizio 2019). Anima Holding è riuscita a sfruttare i supporti a 3,90/4 euro, consolidati nelle ultime sedute, per tornare a crescere verso obiettivi a 4,30 circa e più in alto fino a quota 4,426, top di giugno 2020. Oltre questo limite le quotazioni potrebbero ambire al test di 4,646 euro, base gap del 24 febbraio 2020. Sotto 3,90 euro rischio invece di deterioramento delle prospettive di medio breve termine prologo a cali verso in area 3,66, linea che sale da marzo 2020.

Esprinet

Esprinet chiude il 2020 con ricavi record a 4,492 miliardi di euro, +14% a/a e lievemente superiori a 4,49 miliardi comunicati in via preliminare a inizio febbraio (dato già superiore ai 4,429 miliardi attesi degli analisti). L'EBITDA Adjusted è stato pari a 69,1 milioni di euro, +24% a/a e sopra i 63,9 del consensus. Il ROCE (rendimento del capitale investito) è stato rivisto al 25,1% (9,8% nel 2019) dal 24% preliminare. L'utile netto sale a 31,8 milioni di euro, +35% rispetto ai 23,6 milioni del 2019. Ottime notizie sul fronte del dividendo: il cda ha deciso di aumentare il pay out ratio dal 27% al 50% e di applicare il nuovo ratio anche agli utili del 2019, "in modo da recuperare la mancata distribuzione dell'anno scorso e quindi di proporre all'Assemblea degli Azionisti di distribuire un dividendo pari a 0,54 euro per azione" (due anni fa la cedola era stata pari a 0,135 euro per azione). Per quanto riguarda le prospettive 2021 il management ha deciso di adottare un atteggiamento molto prudente a causa della complessità del quadro macroeconomico e dell'incertezza "sui tempi di messa a regime degli incrementi di capacità produttiva degli impianti di produzione di componentistica elettronica che da mesi limitano la disponibilità in quasi tutte le categorie di prodotto": si è quindi "optato per presentare la guidance per l'esercizio 2021 nel prossimo mese di maggio, alla luce anche della performance del primo trimestre". L'analisi del grafico di Esprinet mette in evidenza l'accelerazione partita a marzo 2020 (oltre +300%) culminata il 16 febbraio con il massimo dal 2007 a 11,72 euro. L'eventuale superamento di questo riferimento confermerebbe la solidità della struttura rialzista con obiettivo successivo a 13,40 (massimo di ottobre 2007) e target di medio-lungo periodo sul record storico dell'aprile 2006 a 18,18. La violazione di 10,30-10,35 preannuncerebbe invece un test di 9,20-9,30, resistenza a novembre e supporto a fine gennaio, ora riferimento determinante in ottica breve-medio periodo (appoggio successivo in area 8).

Gruppo FNM

Gruppo FNM scatta sui massimi da fine novembre a 0,6140 euro per poi ridurre i guadagni. Venerdì dopo la chiusura del mercato è stato annunciato il perfezionamento dell'acquisizione dell'82,4% del capitale sociale di Milano Serravalle–Milano Tangenziali (MISE) da Regione Lombardia per 519,2 milioni di euro, "in esecuzione del contratto di compravendita sottoscritto e comunicato al mercato il 3 novembre 2020". FNM aveva acquisito in luglio il 13,6% e pertanto detiene ora una il 96% di MISE. Quest'ultima sarà consolidata integralmente nel bilancio FNM a partire dal 1° marzo 2021. Le quotazioni si sono spinte nell'intraday lunedì fino a quota 0,614 euro per poi terminare a 0,57 euro, in rialzo dalla chiusura precedente a 0,548 euro. I volumi sono stati molto elevati, ai massimi dal 20 agosto 2020. A 0,5660 transita il lato alto del canale ribassista disegnato dal top di fine novembre, una resistenza che quindi, anche se solo marginalmente, sarebbe stata superata in chiusura di seduta. Tale canale potrebbe dimostrarsi, se i prezzi rimarranno al di sopra di area 0,5660, un "flag", una figura di continuazione del rialzo in atto dai minimi di ottobre (i minimi di inizio febbraio si sono limitati a testare il 50% di ritracciamento di tutto il rialzo precedente), un uptrend che potrebbe quindi ora cercare di riprendere. Conferme in questo senso alla rottura di area 0,60 con primo obiettivo in quel caso a 0,6320, top di fine novembre, poi in area 0,70 euro. Solo sotto 0,56 rischio di ricopertura del gap rialzista di lunedì con base a 0,554. Supporto successivo a 0,5030, base del canale ribassista.

(SF - www.ftaonline.com)