La borsa italiana accelera nel finale, brillano le utility: FTSE MIB +0,55%.

Mercati azionari europei positivi. Wall Street in rosso: a ridosso della chiusura delle borse europee S&P 500 -0,6%, Nasdaq Composite -0,3%, Dow Jones Industrial -1,4%. A Milano il FTSE MIB ha terminato a +0,55%, il FTSE Italia All-Share a +0,41%, il FTSE Italia Mid Cap a -0,37%, il FTSE Italia STAR a -0,46%.

Per quanto riguarda i dati macroeconomici della giornata, negli USA i dati definitivi del PIL relativo al quarto trimestre 2017 indicano una variazione annualizzata del +2,9% dal +2,5% della stima precedente e dal +2,7% del consensus. L'EIA (Energy Information Administration) ha comunicato che, nella settimana terminata lo scorso 23 marzo le scorte di petrolio negli USA sono cresciute di 1,643 milioni di barili. Le stime degli analisti erano fissate su un decremento pari a 0,287 milioni di barili. La National Association of Realtors ha reso noto che l'indice Pending Home Sales (vendite di case con contratti ancora in corso negli States) ha evidenziato un incremento del 3,1% nel mese di febbraio dopo il decremento del 5% rilevato a gennaio (rivisto al ribasso da -4,7%). Gli addetti ai lavori avevano stimato una variazione positiva pari al 2,1% mese su mese. Nel mese di febbraio negli USA la bilancia commerciale di beni (stima preliminare) ha segnato un deficit pari a 75,4 miliardi di dollari, in crescita rispetto al disavanzo di 75,3 mld del mese precedente risultando anche superiore alle attese fissate su un deficit di 74,4 mld. Aumenta la fiducia dei consumatori in Germania. Secondo i risultati preliminari del Gfk Consumer Climate Study, la fiducia dei consumatori è attesa in crescita ad aprile a 10,9 punti dai 10,8 punti della rilevazione precedente, risultando lievemente superiore al consensus fissato a 10,7 punti. In Italia l'Istat rende noto che nel mese gennaio, per il fatturato dell'industria si rileva, dopo tre mesi consecutivi di crescita, particolarmente marcata a dicembre, un calo congiunturale (-2,8% m/m). Anche per gli ordinativi, a gennaio si rileva una flessione congiunturale (-4,5% m/m).