La borsa italiana perde ulteriore terreno: FTSE MIB -1,64%.

Mercati azionari europei in rosso. Wall Street debole: a ridosso della chiusura delle borse europee S&P 500 -0,3%, Nasdaq Composite -0,1%, Dow Jones Industrial -0,3%. A Milano il FTSE MIB ha terminato a -1,64%, il FTSE Italia All-Share a -1,61%, il FTSE Italia Mid Cap a -1,36%, il FTSE Italia STAR a -1,75%. Prosegue la correzione dei mercati azionari determinata dai timori di ripresa dell'inflazione e delle conseguenti mosse restrittive da parte delle banche centrali.

Per quanto riguarda i dati macroeconomici della giornata, negli USA l'indice ISM non manifatturiero e' cresciuto nel mese di gennaio a 59,9 punti dai 56 punti di dicembre. Le previsioni degli economisti erano fissate su un indice pari a 56,5 punti. L'indice Markit PMI servizi dell'eurozona a gennaio si è attestato a 58,8 punti, meglio dei 58,6 del consensus e della rilevazione preliminare. A dicembre il volume delle vendite al dettaglio nell'eurozona e' diminuito dell'1,1% rispetto al mese precedente (consensus -1,1%), dopo l'incremento dell'1,5% del mese precedente. Su base annuale l'indice ha registrato un incremento dell'1,9% a fronte di un +2,8% della rilevazione precedente (consensus +1,9%). In Italia Markit Economics ha comunicato che nel mese di gennaio l'indice PMI servizi è salito a 57,7 punti rispetto a 55,4 punti di dicembre, sul valore più alto da luglio 2007. Le attese erano fissate su un indice pari a 56,1 punti.

*Seduta difficile per Leonardo (-4,56% a 9,16 euro). *UBS è uscita con un report negativo sul titolo: la raccomandazione passa da buy a hold e il target scende da 13,00 a 10,50 euro. Barclays ha ridotto il target da 12 a 10 euro, con giudizio neutral confermato. Le quotazioni non sembrano trovare sostegno nelle parole del direttore commerciale Lorenzo Mariani secondo cui il gruppo si prepara ad espandersi rapidamente in Asia. In un'intervista telefonica a Reuters nel corso dell'Airshow di Singapore il manager ha affermato che Leonardo intende aprire nuovi uffici e strutture in Indonesia, Thailandia, Australia e Bangladesh. L'obiettivo è portare al 20% dell'export la quota dell'Asia. Il titolo, che ha toccato i minimi da luglio 2016, è sotto pressione da alcuni giorni, ovvero dalla pubblicazione del piano 2018-2022: a penalizzare le quotazioni sono stati, più che gli obiettivi del piano, la conferma della revisione al ribasso dei target 2017 (ricavi, EBITA e FOCF attesi nella fascia bassa delle guidance, ordini attesi pari a €11,3–11,7mld a causa delle tempistiche legate alla finalizzazione di un contratto C27J export) e soprattutto la debole guidance 2018 (ordini in aumento, ricavi stabili, EBITA leggermente in crescita a €1.075–1.125mil, FOCF pari a ca. €100mil), definito "anno di consolidamento".