In data odierna si è tenuto, con la presidenza della Dott.ssa Gabriella Chersicla, il Consiglio di Amministrazione di *Parmalat *che ha approvato il progetto di bilancio al 31 dicembre 2017, di cui vengono riportate qui di seguito le principali evidenze, e la dichiarazione consolidata di carattere non finanziario al 31 dicembre 2017.
Il Consiglio ha convocato l'Assemblea Ordinaria degli azionisti che si terrà il 19 aprile 2018.

*Andamento del Gruppo nel 2017
*Il contesto macroeconomico nel corso del 2017 è stato caratterizzato dal consolidamento della crescita globale, sostenuta da politiche monetarie e fiscali espansive. Sul fronte valutario, pur in un contesto di volatilità, l'effetto cambio sul risultato del Gruppo è stato sostanzialmente neutro. In particolare, il rafforzamento dell'euro sul dollaro nella seconda metà dell'anno ha in buona parte eroso l'effetto positivo registrato nel primo semestre. Per quanto riguarda il costo della materia prima latte nel corso del 2017 si è assistito a un incremento, rispetto all'anno precedente, con andamenti differenziati nei due semestri dell'anno.

Il Gruppo Parmalat registra un *fatturato netto *pari a 6.695,5 milioni di euro, in aumento di 206,1 milioni di euro (+3,2%) rispetto ai 6.489,4 milioni di euro del 2016. A tassi di cambio costanti e perimetro omogeneo ed escludendo le controllate venezuelane, il fatturato netto risulta in linea con l'anno precedente, con una variazione negativa dell'America Latina, in particolare Brasile, per la flessione dei volumi di vendita.

Il *margine operativo lordo *si attesta a453,6 milioni di euro, in diminuzione di 4,9 milioni di euro (-1,1%) rispetto ai 458,5 milioni di euro del 2016. A tassi di cambio e perimetro costanti ed escludendo le controllate venezuelane, il margine operativo lordo registra una diminuzione di 21 milioni di euro (-4,5%), soprattutto per le performance negative nelle aree Nord America (Canada) e America Latina. La riduzione della redditività è dovuta principalmente ad un peggioramento del mix di vendita, con un calo dei volumi dei prodotti branded a più alta redditività.