Il Consiglio di Amministrazione di Parmalat S.p.A., riunitosi oggi sotto la Presidenza di Gabriella Chersicla, ha esaminato ed approvato la relazione finanziaria semestrale al 30 giugno 2018 di cui vengono riportate qui di seguito le principali evidenze.

Il Gruppo Parmalat registra un fatturato netto pari a 3.033,6 milioni di euro, in calo di 240,4 milioni (-7,3%) rispetto ai 3.274 milioni del primo semestre 2017. A tassi di cambio costanti e perimetro omogeneo1 ed escludendo i risultati della controllata venezuelana, il fatturato netto risulta in diminuzione dello 0,9%, con un contributo positivo delle aree Europa, Africa e Oceania, mentre è in calo in Nord America e in America Latina.

Il margine operativo lordo si attesta a 146,6 milioni di euro, in calo di 38,5 milioni (-20,8%) rispetto ai 185,1 milioni del primo semestre 2017. A tassi di cambio costanti e perimetro omogeneo ed escludendo i risultati della controllata venezuelana, il margine operativo lordo diminuisce del 15,1%, in particolare in Canada e Australia; fa eccezione l'Europa che presenta un incremento della marginalità. La riduzione della redditività è dovuta ad un effetto di stagionalità che impatta nel semestre la valorizzazione del magazzino, in particolare quello canadese, all'evoluzione sfavorevole del mix di vendita, al trend negativo del segmento dei prodotti in polvere, peraltro in linea con l'andamento delle quotazioni internazionali, e agli scioperi in alcuni Paesi, tra cui il Brasile (sciopero nazionale dei trasportatori a fine maggio) e il Sud Africa (a fine giugno).

L'utile del periodo è pari a 39,9 milioni di euro, in aumento di 9,3 milioni di euro rispetto ai 30,6 milioni di euro del primo semestre 2017. A perimetro costante ed escludendo le controllate venezuelane, l'utile del periodo risulta in diminuzione di 11,1 milioni di euro. Tale diminuzione è dovuta principalmente al peggioramento della gestione operativa e a svalutazioni per 14,8 milioni di euro registrate nel periodo a seguito dell'aggiornamento dell'impairment test effettuato al 31 dicembre 2017, parzialmente compensati dal beneficio fiscale, in termini di minori imposte, derivante dal Patent Box in Italia.