Ottime performance per i bancari (FTSE Italia Banche +1,91%, EURO STOXX Banks +1,4%) dopo i risultati dello SREP (Supervisory Review and Evaluation Process, Processo di Revisione e Valutazione Prudenziale) comunicati dalla BCE. Particolarmente brillante Banco BPM +7,03% che supera di ampia misura i requisiti prudenziali per il 2019: Common Equity Tier 1 ratio (phased-in) al 12,1% (31 dicembre 2018) contro il 9,31% minimo fissato dall'Eurotower.

*Molto bene BPER Banca +4,15% *a 3,4160 euro: Kepler Cheuvreux e Keefe, Bruyette & Woods incrementano i target sul titolo a 4,50 e 4,30 euro rispettivamente. Giovedì scorso il cda ha approvato i dati 2018, esercizio chiuso con il record storico di profitti: 402 milioni di euro contro i 176 del 2017. Migliora anche la qualità dell'attivo, con l'NPE ratio netto al 6,8% dal 9,2% del 1° gennaio 2018. Solida la posizione patrimoniale: il CET1 ratio Fully Phased è pari all'11,9% sostanzialmente stabile rispetto a settembre 2018, mentre il CET1 ratio Phased In si attesta al 14,3%, ben al di sopra del requisito SREP fissato dalla BCE per il 2019 al 9,0%. Come anticipato dalle indiscrezioni delle ultime settimane BPER ha anche siglato l'acquisto delle quote di minoranza nel Banco di Sardegna e soprattutto quella di Unipol Banca da Unipol per 220 milioni di euro, con contestuale vendita al gruppo bolognese di crediti in sofferenza per un ammontare lordo pari a 1,3 miliardi di euro, a fronte di un corrispettivo di 130 milioni. La banca guidata dall'a.d. Alessandro Vandelli presenterà il piano strategico 2019-2021 il prossimo 28 febbraio.

*UBI Banca +2,96% *in buona forma: la BCE ha stabilito che, per il 2019, il Gruppo dovrà rispettare, a livello consolidato un requisito minimo di CET1 pari al 9,25% fully loaded. Al 31 dicembre 2018 UBI Banca vantava un CET1 Ratio fully loaded dell'11,34%, quindi ben al di sopra del minimo fissato dalla BCE. Venerdì UBI aveva chiuso la seduta a -4,32% dopo l'uscita dei dati 2018. L'utile dell'esercizio, al netto delle poste non ricorrenti, si è attestato a 302,4 milioni di euro, quasi il doppio rispetto ai 188,7 milioni del 2017 e miglior risultato degli ultimi 10 anni. Il consigliere delegato Victor Massiah aveva però auspicato che il prossimo cda (imminente il passaggio al sistema monistico) produca un nuovo piano industriale (anche se quello attuale scade a fine 2020) al fine di aggiornare gli obiettivi alla luce del differente scenario che si prospetta (tassi di mercato negativi rispetto alla previsione di tassi leggermente positivi nel 2019, crescita prevista del PIL dallo 0,2% allo 0,6% anziché allo 0,9% previsto nel Piano Industriale, credit spread più elevati, incertezze sui mercati nazionali e internazionali).