Piazza Affari in forte ribasso. FTSE MIB -2,12%.

Mercati azionari europei in netta flessione. Wall Street negativa: subito dopo la chiusura delle borse europee S&P 500 -1,3%, NASDAQ Composite -0,8%, Dow Jones Industrial -1,4%. A Milano il FTSE MIB ha terminato a -2,12% (performance settimanale -2,34%), il FTSE Italia All-Share a -1,94%, il FTSE Italia Mid Cap a -1,25%, il FTSE Italia STAR a -1,89%.

BTP e spread in netto peggioramento. Il rendimento del decennale segna 2,67% (chiusura precedente a 2,56%), lo spread sul Bund 170 bp (da 165) (dati MTS).

Euro debole, estende la correzione dal massimo dal 10 aprile contro dollaro toccato giovedì mattina a 1,0936. EUR/USD al momento quota 1,0780 circa.

Tra i dati macroeconomici pubblicati in giornata segnaliamo negli USA: indice Markit PMI manifatturiero aprile 59,7 punti (consensus 58,2), indice Markit PMI servizi aprile 54,7 punti (consensus 58,0). Nell'eurozona: indice Markit PMI manifatturiero aprile 55,3 punti (consensus 54,7), indice Markit PMI servizi aprile 57,7 punti (consensus 55,0)

Aumenta la pressione in vendita sui titoli del settore industriale: l'indice STOXX Europe 600 Industrial Goods & Services segna -2,3%. A Milano CNH Industrial -4,35%, Iveco -3,82%, Interpump -3,43%, Maire Tecnimont -3,09%.

Male i petroliferi: il greggio prolunga la correzione dai massimi di ieri pomeriggio. I future giugno 2022 segnano per il Brent 106,45 $/barile (da 109,70 circa), per il WTI 101,95 $/barile (da 105,20 circa). Eni -3,00%, Tenaris -2,70%, Saipem -7,54%.

Settore lusso in flessione dopo la trimestrale di Kering (-4,6% a Parigi). I risultati sono stati superiori alle attese: ricavi a 4,96 miliardi di euro (+21% a/a) contro i 4,74 del consensus, ma con il marchio Gucci (il principale del gruppo con 2,59 miliardi di ricavi) a solo +13%, penalizzato dai lockdown in Cina. Kering non ha fornito previsioni per il 2022. In rosso anche LVMH -1,9%, Hermes -1,9%, Richemont -2,2%. A Milano Ferrari -3,50%, Moncler -2,23%, Brunello Cucinelli -2,42%, Salvatore Ferragamo -2,39%, Tod's -1,35%.

*Unicredit -2,24% *potrebbe procedere a breve a una cessione di crediti UTP (unlikely to pay) del controvalore di circa 2 miliardi di euro. Reuters riferisce che Prelios dovrebbe agirebbe come servicer del veicolo della cartolarizzazione.

Banco BPM -0,03% solida dopo che un portavoce ha confermato l'avvio di un processo per la ricerca di un partner bancassicurativo. Oltre a Credit Agricole e AXA sembrano essere interessate anche Generali e Allianz.

Performance positive per Buzzi Unicem +1,42% e Cementir Holding +1,92% in scia al balzo di LafargeHolcim +4,1%. Il colosso franco-svizzero del settore cemento ha chiuso il primo semestre con ricavi record a 6,44 miliardi di franchi svizzeri (+20,1% a/a) ed EBIT ricorrente record a 614 milioni (+16,3% a/a). LafargeHolcim ha migliorato la guidance 2022: i ricavi sono ora attesi ad almeno +8% like-for-like e Free Cash Flow superiore a 3 miliardi.

*Enav -1,69% *in calo nonostante i risultati 2021 in crescita (ricavi +8,5%, EBITDA +5,5%, utile netto +44,6% a 78 milioni di euro). A far scattare le prese di beneficio sono state le previsioni per il 2022 con ricavi ed EBITDA in crescita "low-single digit" (tra 0 e 5 per cento), quindi meno di quanto registrato nel 2021. Il gruppo stima per il 2022 un traffico aereo pari a circa l'85% del dato prepandemico, con valori estivi quasi a livello 2019.

Performance negativa per OVS -1,30% nonostante risultati in forte miglioramento nell'esercizio terminato il 31 gennaio scorso. Particolarmente significativo il dato sui ricavi: 1.358,9 milioni di euro, +33,4% a/a su base rettificata e a un passo dai 1.370,1 milioni del 2019, l'ultimo esercizio pre-pandemia. La quota di mercato sale al 9,3% da 8,4% (8,1% nel 2019). L'EBITDA rettificato raddoppia a 147,2 milioni dai 72,9 dell'esercizio precedente, e il risultato netto rettificato è positivo per 44,8 milioni da -4,8 milioni un anno fa (+57,7 nel 2019). L'indebitamento netto rettificato scende a 190,3 milioni da 401,1. Torna il dividendo: 0,04 euro per azione. L'ultima cedola distribuita fu quella relativa all'esercizio 2016 (0,15 euro). Il management guarda al 2022 con cauto ottimismo e prevede "la possibilità di un'ulteriore crescita dei risultati economici, con una adeguata generazione di cassa".

(Simone Ferradini - www.ftaonline.com)