Mediobanca, -3,15% a 10,31 euro, in decisa flessione a causa dello stacco del dividendo da 0,47 euro per azione (relativo all'esercizio 2018/2019), pari al 4,4% sul prezzo di chiusura di venerdì: la performance "reale" del titolo sarebbe quindi pari a +1,2% circa. Situazione simile anche per Poste Italiane -0,85%, Terna -0,03%, Recordati -1,77% (in questi casi si tratta di acconti sui dividendi a valere sull'esercizio 2019).

*Deboli i petroliferi: *il greggio è in calo dai livelli di inizio mattinata. I future gennaio segnano per il Brent 62,65 $/barile (da 63,50 circa), per il WTI 57,25 $/barile (da 58 circa). Saipem -2,72%, Tenaris -2,16%, Eni -0,77%.

Diasorin +1,26% positiva in scia a Qiagen (+8,6% a Francoforte). Il gruppo attivo nel settore dei test genetici venerdì dopo la chiusura del mercato ha rivelato di aver ricevuto diverse manifestazioni di interesse "non vincolanti e condizionate" e di aver quindi avviato una "revisione di potenziali alternative strategiche". Il management è quindi entrato in trattativa con i soggetti interessati. Il titolo Qiagen era balzato in avanti giovedì scorso su indiscrezioni di Bloomberg secondo cui l'americana Thermo Fisher Scientific sta pensando di acquisire Qiagen.

*Telecom Italia +0,13% *resiste dopo i recenti progressi. Le indiscrezioni della scorsa settimana riferivano di offerte non vincolanti dei fondi infrastrutturali per Open Fiber (OF) in arrivo entro il 19 novembre: l'acquisto di OF da parte dei fondi costituirebbe un passaggio determinante per l'integrazione della rete in fibra OF con quella di TIM. Oggi il Sole 24 Ore ha scritto che nell'invito recapitato ai fondi (circa una decina, italiani ed esteri) si parla di un'offerta non solo per Open Fiber ma anche per la cosiddetta "rete secondaria" in fibra di TIM, ovvero quella che collega i cabinet agli edifici. Gli advisor dell'operazione valutano OF circa tre miliardi di euro e la rete secondaria circa 1 miliardo. Sempre secondo il quotidiano, una volta andata in porto l'operazione (ma occorre il benestare di Enel, socio al 50% in OF con Cdp) le reti verrebbero integrate e immediatamente separate in due società diverse (una per le aree bianche e l'altra per le aree A e B) al fine di evitare noie con l'antitrust (potrebbe obiettare che Tim, operatore integrato, controlla anche la rete in fibra).