Piazza Affari migliore in Europa con bancari e utility. FTSE MIB +0,74%.

Mercati azionari europei incerti. Wall Street in ascesa: a ridosso della chiusura delle borse europee S&P 500 +0,4%, NASDAQ Composite +0,5%, Dow Jones Industrial +0,5% (nuovi massimi storici per i tre indici). A Milano il FTSE MIB ha terminato a +0,74%, il FTSE Italia All-Share a +0,67%, il FTSE Italia Mid Cap a +0,10%, il FTSE Italia STAR a +0,03%. Firmato ieri sera l'accordo commerciale di "fase uno" tra USA e Cina. Sul fronte degli impegni degli Stati Uniti si segnala il via libera al taglio dei dazi su 120 miliardi di dollari di merci cinesi decisi a settembre dal 15 al 7,5%, mentre restano in vigore dazi al 25% su merci per 250 miliardi. Sospesi per sempre invece i dazi al 25% su 160 miliardi di dollari previsti su smartphone, pc portatili e giocattoli annunciati in passato. Cancellate anche le tariffe al 25% sulle auto USA che Pechino minacciava di applicare nello scontro commerciale con Washington. La Cina si è impegnata ad aumentare le importazioni dagli Stati Uniti di beni e servizi per almeno 200 miliardi di dollari entro due anni e anche dopo il 2021. La Cina si è impegnata ad acquistare tra i 40 e 50 miliardi di dollari di beni agricoli USA entro due anni. Al primo posto dell'intesa è comunque posta la difesa della proprietà intellettuale, la protezione dei segreti commerciali e industriali e l'effettivo contrasto dell'indebita appropriazione degli stessi.

BTP in netto calo, sale lo spread. Il rendimento del decennale segna 1,44% (chiusura precedente a 1,37%), lo spread sul Bund segna 165 bp (da 157) (dati MTS).

Tra i dati macroeconomici pubblicati in giornata segnaliamo negli USA: vendite al dettaglio dicembre +0,3% m/m da +0,3% R (atteso +0,3%); indice Fed Philadelphia gennaio a 17 punti da 2,4 prec. (atteso 3,8); indice mercato immobiliare NAHB gennaio a 75 punti da 76 punti (attese 74 punti). In Germania: inflazione dicembre +1,5% a/a (atteso +1,5%). La Banca Centrale Europea ha pubblicato i verbali relativi all'incontro di politica monetaria, il primo presieduto da Christine Lagarde, tenutosi a dicembre scorso a Francoforte. La politica monetaria resta invariata ma il Consiglio direttivo potrebbe adeguarla per ridurre gli effetti collaterali delle misure straordinarie (come l'impatto dei tassi negativi sulle famiglie) e per garantire il raggiungimento degli obiettivi di inflazione. A tal proposito i governatori hanno ribadito che non aumenteranno i tassi di interesse principali fino a che non si avrà una "convergenza robusta" dell'inflazione verso il target, ovvero vicino ma sotto il 2%, il che potrebbe non avvenire per alcuni anni.