Piazza Affari migliore in Europa, bancari in evidenza. FTSE MIB +0,19%.

Mercati azionari europei deboli. Wall Street negativa: a ridosso della chiusura delle borse europee S&P 500 -0,3%, NASDAQ Composite -0,3%, Dow Jones Industrial -0,4%. A Milano il FTSE MIB ha terminato a +0,19%, il FTSE Italia All-Share a +0,15%, il FTSE Italia Mid Cap a -0,09%, il FTSE Italia STAR a -0,49%.

BTP in netto calo dopo il rally delle due sedute precedenti: il decennale rende il 2,79% (+8 bp rispetto alla chiusura precedente), lo spread sul Bund segna 264 bp (+4 bp) (dati MTS). La Commissione europea ha bocciato la manovra economica italiana, sottolineando che non contribuisce a spingere la crescita del Paese. Giudizio negativo su quota 100 e reddito di cittadinanza. Nel Country Report emerge che l'Italia ha ancora squilibri economici eccessivi con un debito alto e scarsa produttività. Stamattina il Tesoro ha collocato BTP a 5 e 10 anni per 6 miliardi di euro complessivi e rendimenti in crescita.

Per quanto riguarda i dati macroeconomici della giornata, segnaliamo che negli Stati Uniti a dicembre gli ordini industriali sono cresciuti dello 0,1% dopo il calo dello 0,5% registrato a novembre (rivisto da -0,6%). Gli economisti avevano stimato una crescita dello 1,5% su base mensile. La National Association of Realtors ha reso noto che l'indice Pending Home Sales (vendite di case con contratti ancora in corso) ha evidenziato a gennaio un incremento del 4,6% dopo una flessione del 2,3% a dicembre. Gli addetti ai lavori avevano stimato una variazione positiva pari allo 0,8% mese su mese. L'Energy Information Administration (EIA) ha rilevato nella settimana al 22 febbraio 2019 negli USA un calo delle scorte commerciali di petrolio greggio (al netto delle scorte strategiche) di 8,6 milioni di barili, a fronte di un incremento di 3,67 milioni di barili nella settimana precedente e di un aumento atteso di circa 2,8 milioni di barili. La Commissione Europea ha reso noto che l'indice di fiducia dei consumatori in febbraio si è attestato a un tasso annuale di -7,4 punti risultando pari al consensus e in miglioramento da -7,9 punti della lettura preliminare (dato rivisto da -7,4 punti). L'indicatore di fiducia economica (ESI) è sceso a 106,1 punti nell'area dell'euro da 106,3 punti precedenti (dato rivisto da 106,2 punti). Gli economisti avevano previsto un calo a 106 punti. In Italia l'Istat ha reso noto che a febbraio 2019 si stima un ampio calo dell'indice del clima di fiducia dei consumatori, che passa da 113,9 a 112,4; anche l'indice composito del clima di fiducia delle imprese si caratterizza per una evidente flessione (da 99,1 a 98,3), confermando una evoluzione negativa in atto ormai dallo scorso luglio.