Piazza Affari peggiore in Europa appesantita da UniCredit, volano i BTP. FTSE MIB -0,45%.

Mercati azionari europei in verde. Wall Street negativa: a ridosso della chiusura delle borse europee S&P 500 -0,8%, NASDAQ Composite -0,4%, Dow Jones Industrial -1,2%. Nuovo pesante attacco di Donald Trump alla Fed: deve abbassare i tassi più velocemente e riconoscere i propri errori. A Milano il FTSE MIB ha terminato a -0,45%, il FTSE Italia All-Share a -0,34%, il FTSE Italia Mid Cap a +0,50%, il FTSE Italia STAR a +0,54%.

BTP in forte progresso, scende lo spread. Il rendimento del decennale termina a 1,41% (chiusura precedente a 1,52%), lo spread sul Bund a 199 bp (da 205) (dati MTS). I titoli di Stato italiani beneficiano del rally dell'obbligazionario mondiale.

Tra i dati macroeconomici pubblicati in giornata segnaliamo che negli USA l'EIA (Energy Information Administration) ha comunicato che, nella settimana terminata lo scorso 2 agosto, le scorte di petrolio sono cresciute di 2,385 mln di barili. Le stime degli analisti erano fissate su un decremento pari a 2,845 mln di barili. In Germania l'Ufficio di Statistica Destatis ha indicato per la produzione industriale una variazione negativa dell'1,5% a giugno rispetto al mese precedente. Il dato è risultato inferiore alle attese degli analisti che avevano stimato un decremento pari allo 0,5%. Su base annua il dato è in calo del 5,2% rispetto allo stesso periodo del 2018. Nel mese di giugno in Francia la bilancia commerciale ha segnato un deficit pari a 5,187 miliardi di euro, superiore a quello rilevato in precedenza (pari a 3,278 mld).

UniCredit accelera al ribasso -4,94% e tocca i minimi da febbraio dopo le parole del CEO Jean Pierre Mustier nella conference call di presentazione dei risultati al 30 giugno. Il manager ha dichiarato che il piano industriale che verrà presentato il 3 dicembre ha come presupposto la crescita su basi organiche, lasciando però aperta la porta a opzioni alternative: sullo sfondo restano le indiscrezioni relative a una fusione a tre con Commerzbank e Societe Generale e alla revisione della struttura tramite separazione delle attività estere da quelle italiane (queste ultime sono penalizzate dal fardello dei crediti deteriorati). Il secondo trimestre 2019 di UniCredit è andato in archivio con risultati in calo e inferiori alle attese degli analisti. Inoltre il management ha peggiorato la guidance sui ricavi 2019 da 19,0 miliardi di euro a 18,7 miliardi (consensus 19,088).