Saras (+4,8% a 1,92 euro): Kepler Cheuvreux conferma la raccomandazione buy e incrementa il target da 2,00 a 2,20 euro. Il titolo è in ulteriore rialzo dopo il +7,65% di ieri in scia ai dati 2017 e al piano industriale 2018-2021. Lo scorso esercizio è andato in archivio con un utile netto pari a 240,8 milioni di euro (+23% a/a, 217,4 milioni e +39% a/a in termini comparabili). Il cda proporrà all'assemblea un dividendo pari a 0,12 euro per azione (0,10 un anno fa). Il piano "si fonda su uno scenario di riferimento che incorpora un mercato petrolifero favorevole all'industria della raffinazione supportato da una robusta domanda di prodotti raffinati e che, a partire dalla seconda metà del 2019, beneficerà degli effetti della regolamentazione sul contenuto di zolfo nei fumi dei motori marini": previsti 800 milioni di euro di investimenti, generazione di cassa dalla gestione operativa complessiva durante l'orizzonte di piano a circa 1.950÷2.050 milioni, pagamento di dividendi compresi tra il 40% ed il 60% dell'utile netto comparabile. A una domanda sull'eventuale impatto sulle forniture dall'Iran in caso di nuove sanzioni USA (posta durante la conference call con gli analisti), il vice presidente esecutivo e d.g. Dario Scaffardi ha risposto che Saras non avrà problemi a trovare fonti alternative, come del resto già accaduto in passato nei casi di Libia e dello stesso Iran. Riguardo al ruolo di presidente ricoperto da Gian Marco Moratti, recentemente scomparso, la società ha ritenuto di non procedere a una nomina, "in considerazione dell'imminenza dell'Assemblea Generale chiamata, inter alia, a nominare il nuovo Consiglio".

(SF - www.ftaonline.com)