La chiusura dei mercati europei conferma il lunedì nero delle borse. Il cattivo sentiment degli operatori non risparmia infatti l'azionario italiano che chiude la seduta con un ribasso del Ftse Mib del 2,57% e del Ftse Italia All Share del 2,43 per cento. Male anche gli altri maggiori listini europei (Dax -2,31% e Cac40 -1,74%) mentre i maggiori listini statunitensi segnano cali superiori al punto e mezzo percentuale.

A spaventare i mercati soprattutto la crisi colosso immobiliare cinese *Evergrande *che rischia un fallimento che potrebbe ripercuotersi sul mattone e sulla finanza della Repubblica Popolare. L'incertezza ha così generato un clima risk off che ha pesato fortemente sui mercati azionari.
Il sovereign UE ha assorbito parte dei capitali in fuga con rendimenti in calo di 2 punti base per il *BTP *e di 5 punti base per il Bund tedesco. Lo spread in chiusura si pone a 103 punti base.
Da segnalare che questa settimana è densa di appuntamenti rilevanti sul fronte della politica monetaria con le decisioni sui tassi e le indicazioni della Banca del Giappone, della *Fed *e della Banca d'Inghilterra.

A Milano, come nel resto d'Europa, il comparto bancario accusa il colpo e mostra il suo carattere fortemente ciclico nelle fasi di ripiegamento del mercato. Il Ftse Italia Banche *cede il 3,58% e l'Euro Stoxx Banks *il 4,17 per cento.
Molto male *Unicredit *(-4,71%) e *Intesa Sanpaolo *(-3,03%).
In pesante calo anche *Banco BPM *(-5,1%): il suo amministratore delegato Giuseppe Castagna ha annunciato che a novembre presenterà un piano industriale in ottica stand-alone poiché il dialogo con diversi interlocutori del comparto bancario non ha fornito i presupposti per un percorso di consolidamento.
Le vendite non risparmiano *MPS *(-1,36%): la Stampa cita una fonte governativa secondo la quale il quadro sarebbe cambiato nelle trattative sull'integrazione della banca senese con Unicredit e il Tesoro starebbe preparando un piano B. In particolare si ipotizza anche un intervento di *Bper *(-5,34%) sugli sportelli di Mps che Unicredit non potrebbe acquisire per ragioni concorrenziali nel Nord Italia. Preoccupa la questione occupazionale del Monte dei Paschi.

Male a Piazza Affari anche *Generali *(-1,33%). La Fondazione torinese CRT si è unita al patto di sindacato tra Caltagirone e Del Vecchio portandolo oltre il 12,3% del capitale.

I timori sull'economia cinese e su una sua eventuale crisi di liquidità non risparmiano le quotazioni del *petrolio *nei mercati internazionali. Si temono impatti sulla domanda di greggio della Repubblica Popolare mentre la forza relativa del dollaro penalizza le quotazioni dell'oro nero. Il *Brent *cede lo 0,916% e torna a 74,65 dollari al barile. *Eni *segna un pesante ribasso del 4,83% (influisce però lo stacco dell'acconto sul dividendo 2021 da 0,43 euro); *Saipem *perde l'1,58% e *Tenaris *il 3,72 per cento.

In ripiegamento anche *Stellantis *(-4,47%). Il governo italiano ha espresso preoccupazione per gli effetti occupazionali delle scelte industriali del gruppo, mentre negli Stati Uniti le autorità competenti avrebbero aperto un'inchiesta sulla sicurezza di circa 30 milioni di veicoli prodotti da "quasi due dozzine" di case automobilistiche. All'attenzione ancora una volta sarebbero gli air bag di Takata e il caso pesa oggi su tutto il comparto automotive.

Anche *STM *oggi ha staccato una cedola da 0,06 dollari e segna un ribasso dell'1,63% a 38,23 euro.

Riescono invece a mostrare il proprio carattere anticiclico i titoli *Terna *(+0,31%) e *A2A *(+0,03%) mentre *Enel *non riesce a resistere al cattivo sentiment dei mercati (-1,71%).

Tra i minori si segnala il balzo del 22% circa di Aedes Siiq, dopo che la controllante Augusto Spa in liquidazione ha confermato l'intenzione di cedere la partecipazione di controllo nel gruppo e la nomina di un advisor.

(GD - www.ftaonline.com)