Notizie positive per Tenaris (-1,1% a 12,39 euro) che però perde terreno a causa dello stacco del dividendo da 0,28 dollari per azione, pari a 0,25 euro per azione: venerdì scorso gli USA hanno rimosso i dazi sulle importazioni di acciaio e alluminio da Messico e Canada (pari al 25 e 10 per cento rispettivamente). Tenaris è attiva in Messico (è anche quotata alla borsa di Città del Messico) con tre siti produttivi e il Nord America è il suo principale mercato, con quasi il 50% dei ricavi. La rimozione dei dazi sulle esportazioni verso gli USA avrà effetti positivi sui margini reddituali del gruppo italo-argentino.

L'analisi del grafico di Tenaris evidenzia il rally partito a fine dicembre da 9,0620 euro e la correzione vista a cavallo di aprile e maggio. Il titolo nelle ultime sedute ha recuperato terreno e in caso di conferme oltre 12,30 avrebbe la possibilità di riavvicinarsi al massimo a 13,54 del 23 aprile: l'eventuale superamento di questo ultimo livello decreterebbe la riattivazione del rally verso 15,20/15,30, resistenze tra agosto e ottobre 2018. Segnali ribassisti alla violazione di 11,30, prologo all'inversione della tendenza rialzista di medio periodo (conferme sotto 10,70).

(Simone Ferradini - www.ftaonline.com)