UniCredit +1,6% a 12,5140 euro. Morgan Stanley conferma la raccomandazione overweight e incrementa il target da 15,50 a 15,60 euro. Ieri UniCredit ha presentato il piano strategico 2020-2023, Team 23: il piano prevede ricavi 2023 a €19,3 mld (+0,8 per cento CAGR 2018-2023); distribuzione di capitale pari al 40 per cento dell'utile netto sottostante nel periodo 2020-2022, che salirà al 50 per cento nel 2023, tra dividendi cash e riacquisti di azioni (per un totale di 8 miliardi di euro); distribuzione di capitale 2019 raddoppiata dal 20 per cento della proposta iniziale al 40 per cento dell'utile netto sottostante, incluso 10 per cento di riacquisto azioni; RoTE pari o al di sopra dell'8 per cento per tutto il piano; utile netto sottostante di 5 miliardi nel 2023; crescita EPS pari a circa il 12 per cento CAGR nel periodo 2018-2023. Il piano prevede anche la creazione di una subholding, con sede in Italia e non quotata, per le attività internazionali, e la creazione di banche retail paperless in Italia da metà del 2020, in Germania e Austria nel 2021 e nella regione CEE entro il 2023. Si segnala anche che al termine dell'annuale ciclo di Supervisory Review and Evaluation Process (SREP), la BCE "ha migliorato la valutazione del rischio di UniCredit rispetto al 2018. Di conseguenza, l'Autorità di Vigilanza Unica ha ridotto di 25 punti base, portandolo a 175 punti base, il requisito patrimoniale di UniCredit nell'ambito del secondo pilastro SREP Pillar 2 Requirement (P2R)". I requisiti complessivi di capitale su base consolidata a partire dal 1 gennaio 2020 sono: 9,84 per cento CET1 ratio; 11,34 per cento Tier 1 ratio; 13,34 per cento Total Capital ratio. Al 30 settembre 2019, i coefficienti patrimoniali di UniCredit su base consolidata erano ampiamente superiori ai requisiti e pari a: 12,60 per cento CET 1 ratio, fully loaded; 14,23 per cento Tier 1 ratio, transitional; 17,11 per cento Total Capital ratio, transitional.