Ultima seduta di ottava difficile per Recordati che cede il 2,32% del proprio valore di Borsa al mercato nel primo pomeriggio e si riporta a 29,89 euro.

Come noto lo scorso giugno i soci della famiglia Recordati riuniti in FIMEI hanno raggiunto un accordo per la cessione a 28 euro per azione (cum dividendo) della quota di controllo del gruppo. Il 51,8% del gruppo è stato valutato 3,03 miliardi di euro per una valorizzazione complessiva di 5,86 miliardi della società, pari appunto a 28 euro per azione. Gli acquirenti sono dei fondi consorziati e riferibili a CVC che quindi dovrà lanciare un'opa sull'intero gruppo farmaceutico. Una parte delle risorse destinate alla famiglia Recordati sarà versata tramite un titolo di debito subordinato di lungo termine del valore di 750 milioni di euro e l'attuale amministratore delegato Andrea Recordati si è impegnato a investire ancora nel Consorzio che controlla la società.

Il perfezionamento dell'operazione è previsto nell'ultimo trimestre del 2018.

Da notare che, dopo i massimi del 6 novembre scorso a 40,8 euro l'azione era scesa fino a poco sotto i 28 euro (€ 27,49) a fine marzo per poi recuperare gradualmente terreno (oltre i 34 euro) fino a giugno quando la pubblicazione della valutazione di CVC nell'operazione ha riportato i corsi a 28 euro. Da allora il titolo si è sempre mosso sopra questo valore, quello presumibile della prossima OPA e c'è chi ha criticato infatti le valutazioni come ingenerose e prive di un premio di maggioranza. Ancora a febbraio Goldman Sachs poneva un prezzo obiettivo a 31 euro.

Ai corsi attuali il gruppo Recordati vale in borsa circa 6,4 miliardi di euro, ossia 600 milioni più della valutazione di CVC, ma è difficile dire se nuovi fattori possano risollevare l'offerta, anche perché il P/E intorno a 22,2 non è basso, sebbene nel settore farmaceutico si registrino grandi oscillazioni su questo multiplo.