Demonizzati, blasonati o ignorati: quando sui mercati ci si trova a parlare di dividendi la platea di investitori si divide tra colore che su di essi basano la propria scelta strategica attuale e futura e chi li ritiene magre consolazioni fatte per coloro che si accontentano.

Cosa ne pensa Warren Buffett?

Nato nel 1930, Warren Buffett è figlio di un’altra generazione, di una scuola finanziaria secondo la quale a pagare dividendo sono le imprese più sane e profittevoli, già attestate sulla piazza e meno volatili rispetto a società in via di sviluppo, a loro volta caratterizzate da alti spread ma altrettante elevate possibilità di cedimento.
Guardando all’interno del portafoglio del guru della finanza si trovano alcune società che lo stesso Buffett ha definito come fondamentali: queste, tutte di elevata capitalizzazione e dimensione, ricoprono un ruolo cardine per l’Oracolo di Omaha, in quanto “conferiscono liquidità per investire nei periodi positivi e negativi”.
Possedere aziende che pagano dividendi, dunque, è un marchio di garanzia Buffett: le società migliori, in tale ottica, sono quelle in grado di reinvestire costantemente il flusso di cassa ad alti tassi di rendimento sul capitale investito e distribuire il cash flow in eccesso agli azionisti in forma di dividendo.

I titoli che rendono di più

Quali sono le aziende a maggiore rendimento nel portafoglio di Warren Buffett (gestore del fondo Berkshire Hathaway)?
Al settimo posto della classifica dei titoli a maggiore yield, si trova la multinazionale Wal-Mart, che con un rendimento del 2,6% ricopre il 4% del portafoglio totale del fondo Berkshire.
Sopra di un gradino rispetto a questa, compare il nome di Wells Fargo, compagnia bancaria e finanziaria con sede a San Francisco. Al gruppo è stata data grande importanza da Buffett, il quale ha portato la percentuale di azioni WFC ad un 22% del totale degli investimenti. Il titolo ha reso alle tasche del finanziare un 2,7%.