Hai investito in BTP? I tassi sono al rialzo! Ecco cosa fare

BTP: inflazione crescente, tassi di mercato al rialzo, spread, tensioni internazionali. I BTP già in portafoglio stanno perdendo valore in conto capitale. Bisogna preoccuparsi? Occorre agire? Come ci si deve comportare? Ecco qualche consiglio utile su cosa fare e come comportarsi.

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Rapportarsi con il mondo finanziario e degli investimenti, oggi come oggi, è tutto fuorchè semplice. Il cosiddetto rischio zero è praticamente un'utopia.

Come districarsi in un mercato sempre più complesso da monitorare, da interpretare e da capire, nel quale, basta un colpo di tosse oltre oceano per creare scossoni in Europa?

Esistono ancora gli investimenti a rischio zero? I titoli di Stato sono un porto sicuro? Dei BTP possono fidarmi e stare tranquillo?

La risposta è: posso fdarmi fino a prova contraria e stare relativamente s sufficientemente tranquillo. Anche se, devo sempre stare attento a ciò che accade nel mondo. La congiuntura economica muta in modo rapido e spesso repentino: gli imprevisti, come la pandemia, nel breve e medio periodo possono provocare scosse non indifferenti.

Riferendoci ai BTP, evidenziamo quanto pubblicato dal sito Ansa.it:

"Il Tesoro ha collocato tutti i 7,75 miliardi di Btp a 3,7 e 20 anni ma i tassi segnano un forte rialzo su tutte e tre le scadenze."

Buone notizie? Forse per chi compra oggi. Non per lo Stato Italiano che paga interessi più cari per finanziarsi, non per chi ha dei BTP in portafoglio a tassi inferiori.

C'è poi quella maledetta parola, ovvero "Spread" (differenziale tra Btp e Bund tedeschi) che non fa dormire sonni tranquilli, come evidenzia ilsussidiario.ne

"Se lo spread italiano non è cresciuto più di quello di altri Paesi, resta il fatto che i possessori dei Btp hanno subito nell'arco di un anno una perdita non indifferente."

Come comportarsi quindi?

BTP: che cosa sono

Occorre partire dal concetto di base, ovvero: che cosa sono i BTP?

Innanzitutto si tratta di obbligazioni (dette anche titoli del debito pubblico) emesse dallo Stato Italiano.

Prendiamo spunto dal sito dt.mef.gov.it ed estraiamone la definizione sintetica:

"I Btp, Buoni del Tesoro Poliennali, sono titoli a medio-lungo termine, con una cedola fissa pagata semestralmente."

La cedola è determinata dal tasso di interesse fissato in sede di emissione del titolo. Da tale tasso lordo, va poi scomputata la ritenuta fiscale. A quanto ammonta, in termini percentuali?

Desumiamo la risposta dal sito leobbligazioni.com, ovvero:

"Con l'entrata in vigore del Decreto Legge n. 66 del 24 aprile 2014, la cui legge di conversione è stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale in data 23 giugno 2014, infatti la tassazione di tutti i titoli di Stato italiani resta ferma al 12,5% sia per quanto riguarda le cedole che per quanto riguarda le eventuali plusvalenze."

Con un taglio minimo di sottoscrizione pari a 1.000 euro è una forma di investimento accessibile a tutti.

BTP: come funziona l'investimento

L'investimento in Buoni Poliennali del Tesoro ha un orizzonte temporale di medio/lungo periodo. Ciò significa che, normalmente, si presume di tenere in portafoglio il titolo sino alla scadenza.

A scadenza semestrale, viene staccata la cedola fissa che, al netto della aliquota fiscale del 12,50% (come precedentemente evidenziato) viene accreditata sul conto corrente. I titoli in questione, così come tutti i titoli, sono dematerializzati, ovvero non esiste fisicamente un certificato cartaceo che li rappresenti.

All'atto dell'acquisto, infatti, confluiscono su un deposito titoli che l'acquirente ha aperto presso la propria Banca. Tutte le operazioni quindi, avranno come riferimento il conto titoli e la regolazione sul conto corrente ad esso collegato.

I BTP sono titoli a tasso fisso. Cosa significa? In parole povere, vuol dire che, per tutta la durata dell'investimento, che siano 3 anni o 50 anni, l'importo pagato in via semestrale a livello di cedola sarà sempre lo stesso.

Sembrerebbe un investimento che infonde sicurezza quindi, che evita perdite in conto capitale e mette al riparo dalle oscillazioni dei mercati e dalle variabili finanziarie.

Ma sarà proprio così? Possiamo acquistarlo e dormire sonni tranquilli? Se abbiamo bisogno di smobilizzare una parte o tutto del nostro investimento prima della scadenza nominale, incorriamo in qualche tipo di problema o tutto liscio come l'olio? Cerchiamo di capirlo insieme.

BTP: prezzo di emissione, di mercato e di rimborso.

Non sempre le cose vanno secondo le previsioni. C'è da tener conto che, la maggior parte di coloro che acquistano i BTP, lo fanno con l'intenzione di mantenerli in portafoglio sino alla scadenza. Questo è però solo un possibile punto di approccio al titolo.

Un'altra possibilità invece, consiste nell'investire in Btp a lunga scadenza al fine di poter guadagnare sulla oscillazione del prezzo.

E sì, perchè il titolo ha un prezzo di emissione e un prezzo di rimborso. Il prezzo di emissione può essere identico al valore nominale, ovvero, come si suol dire in linguaggio tecnico "alla pari" (100).  Il titolo può però essere emesso "sotto la pari" (quindi al di sotto di 100, ovvero al di sotto del suo valore nominale) oppure anche "sopra la pari" (sopra 100).

Ovviamente ciò ha ripercussioni sul rendimento finale dell'investimento e quindi questo fattore va tenuto in considerazione.

Tra il prezzo di emissione e il prezzo di rimborso, durante tutta la vita del titolo, c'è i cosiddetto prezzo di mercato. Che cosa è? Il prezzo di mercato è il valore di riferimento del titolo in un dato giorno, valore al quale il titolo può essere venduto o acquistato. Anche in questo caso, il valore di mercato quotidiano può essere lontano dal prezzo di emissione e/o rimborso.

Cosa influenza il valore di mercato, ovvero le oscillazioni che può avere il prezzo di un BTP quotidianamente?

BTP: le oscillazioni di mercato

La durata e il tasso di interesse facciale sono i due fattori che, insieme alla contingenza economica generale e allo spread influenzano l'andamento del prezzo di un BTP.

Più distante è nel tempo la scadenza di un titolo, maggiori sono le possibilità che esso possa avere oscillazioni di prezzo anche importanti. Al rialzo o al ribasso. Ovviamente, rapportato al tasso di interesse nominale e alla situazione di mercato.

Cosa si intende dire quando si fa riferimento alla "situazione di mercato"? Si vuol dire che, in una fase di tassi di interesse in discesa, l'andamento di un BTP già presente sul mercato con scadenza decennale, trentennale, cinquantennale, avrà della oscillazioni positive in conto capitale anche importanti. Infatti, se i tassi di mercato scendono, gli acquirenti sul mercato, saranno portati a pagare di più per avere un titolo già in essere che corrisponde una cedola più elevata.

Viceversa, nel caso di tassi di mercato in ascesa, accadrà esattamente il contrario e, la quotazione del nostro BTP, sarà sottoposta ad oscillazioni negative con potenziali perdite in conto capitale.

BTP: come comportarsi se li ho in portafoglio

La domanda che ci si pone, quindi è la seguente: come devo comportarmi in una fase come questa, se ho in portafoglio dei BTP con scadenza più o meno lontana nel tempo? Devo temere per il mio capitale o posso comunque stare tranquillo?

Diciamo che il rischio maggiore, in questi casi, sarebbe quello di insolvenza dell'emittente. Quindi, se pensate che lo Stato Italiano sia sull'orlo del baratro, allora dovete avere paura. Viceversa, il rischio di un default non vi deve minimamente intaccare.

Tuttavia, è ovvio che, in determinate fasi in cui il mercato sconta la possibilità che il Paese emittente subisca un peggioramento a livello di scenario economico e di dati macro economici, la percezione del rischio aumenti sensibilmente (e, conseguentemente, le quotazioni del nostro titolo subiscano delle variazioni negative).

C'è però un'altra preoccupazione, data dall'oscillazione dei prezzi di mercato in una fase di contingenza economica caratterizzata dall'aumento dell'inflazione e, conseguentemente, di riduzione della politica espansiva delle varie Banche Centrali. Anzi, l'incremento del tasso di inflazione in maniera superiore rispetto alle previsioni, ha fatto imboccare la strada opposta, ovvero quella della politica restrittiva (rialzo dei tassi di interesse).

Per ciò: se siete dei cosiddetti "cassettisti", ovvero coloro che comprano un titolo non con intenzioni speculative, bensì con l'intento di mantenerlo in portafoglio sino alla scadenza, dovete fare attenzione solo al rating dello Stato Italiano e godervi le cedole semestrali. Al contrario, se avete fatto una scelta iniziale differente, dovete chiedervi come mai avete ancora oggi il titolo sul vostro deposito titoli. Perchè, in questa fase economica, non avrete buone notizie in conto capitale.

BTP: un esempio pratico

Il rialzo dei tassi di interesse determina costi più elevati per chi sottoscrive nuovi mutui o prestiti, per chi deve chiedere uno scoperto alla banca. Per chi ha Btp? Facciamo un esempio prendendo in considerazione un BTP emesso nel 2015, con scadenza 2032, al tasso nominale 1,65% con un prezzo di emissione pari a 99,501, codice ISIN IT0005094088 .

Nel corso della sua vita, il titolo in questione ha toccato una quotazione massima pari a 111,6 nel febbraio del 2021 e un minimo di 79,38 nel novebre 2018. L'ultima quotazione è pari a 98,46 euro, ovvero poco sotto la pari.

Come vedete, nel corso di circa sette anni di vita, pur essendo un titolo di Stato, questo BTP. ha avuto una oscillazione di prezzo davvero notevole. Ciò significa che, come in tutti gli investimenti, ci sia una percentuale di rischio anche nell'investire in titoli considerati ultra sicuri nell'immaginario collettivo. Questo solo per ribadire un concetto importante: nessun investimento è completamente sicuro al 100%. Fondamentale è esserne consapevoli.

BTP: calma e obiettivi ben saldi

Cosa fare quindi? Innanzitutto mantenere la calma e i nervi saldi, tenendo bene a mente quali sono gli obiettivi per i quali sono stati acquistati i Btp e in quale contesto di pianificazione finanziaria personale si vanno ad incastrare.

Se le vostre esigenze o condizioni familiari non sono mutate rispetto al momento dell'acquisto, potete mantenere i titoli in tutta serenità, continuando a percepire le cedole sino alla scadenza.

Se, viceversa, è cambiato qualcosa nello scenario di fondo, allora è bene riconsiderare il tutto, ovvero la vostra pianificazione finanziaria in toto per adeguarla alle nuove esigenze.

L'importante è sempre muoversi con consapevolezza o restare consapevolmente immobili.

Non esiste un comportamento giusto o sbagliato: esiste la vostra scelta basata sulla vostra esperienza di vita e sui vostri obiettivi.