Video anomalo quello odierno, di fatto mi limiterò a leggere la disciplina e gli obblighi previsti dal D.L. nr. 127/2021 integrato dai DPCM del 12/10/2021. 

Ovviamente sto parlando del Decreto Legge che regola l’obbligatorietà del green pass per accedere al proprio posto di lavoro.

Al termine leggerò un comunicato stampa diramato dal Coordinamento dei Lavoratori Portuali di Trieste.

Partiamo 

1. I datori di lavoro privati devono assicurare il rispetto delle prescrizioni del decreto e dei DPCM sopra elencati; 

2. Nel periodo dal 15 ottobre 2021 al 31 dicembre 2021, termine di cessazione dello stato di emergenza dovuto al COVID-19, a chiunque svolge un’attività lavorativa nel settore privato e pubblico è fatto obbligo, per accedere ai luoghi di lavoro in cui si effettua la prestazione, di possedere ed esibire su richiesta la certificazione verde; 

3. La disposizione del punto precedente si applica anche a coloro che svolgono, a qualsiasi titolo, la propria attività lavorativa o di formazione o di volontariato nei luoghi di lavoro, anche sulla base di contratti esterni. Quindi, ad esempio, anche il professionista che accede al luogo di lavoro, l’amministratore, il socio, il lavoratore somministrato, impresa di pulizie ecc., devono essere in possesso della certificazione verde; 

4. Nell’ambito degli obblighi e delle funzioni di datore di lavoro, entro il 15 ottobre 2021, dovrà definire le modalità operative per l’organizzazione delle verifiche del possesso della certificazione verde da parte dei lavoratori come ad esempio, la percentuale minima delle persone da verificare giornalmente, se a rotazione, il momento della verifica , responsabili delle verifiche, ecc.); 

5. Dovrà verificare la validità del certificato sia in forma cartacea sia utilizzando l’app da scaricare: a. Per android su https://play.google.com/store/apps/details?id=it.ministerodellasalute.verificaC19&hl =it&gl=US b. Per IOS https://apps.apple.com/it/app/verificac19/id1565800117. Il soggetto dedicato a svolgere i controlli, potrà essere il titolare, l’amministratore, un socio o un suo delegato tra cui anche un dipendente; Le norme prevedono il divieto per i datori di lavoro di conservare o scannerizzare i QR Code dei lavoratori e/o memorizzare dati o di rilevare qualsiasi dato personale del lavoratore; 

6. Nel caso in cui i lavoratori comunichino di non essere in possesso della certificazione verde o siano privi della stessa al momento dell’accesso al luogo di lavoro, sono considerati assenti ingiustificati fino alla presentazione della predetta certificazione e, comunque, non oltre il 31 dicembre 2021, senza conseguenze disciplinari e con diritto alla conservazione del rapporto di lavoro. Per il periodo di assenza ingiustificata non sono dovuti la retribuzione né altro compenso o emolumento, comunque denominato; 

7. Per le imprese con meno di quindici dipendenti, dopo il quinto giorno di assenza ingiustificata, il datore di lavoro può sospendere il lavoratore per la durata corrispondente a quella del contratto di lavoro stipulato per la sostituzione, comunque per un periodo non superiore a dieci giorni, rinnovabili per una sola volta, e non oltre il predetto termine del 31 dicembre 2021. È pertanto possibile per le aziende con meno di 15 dipendenti, sostituire temporaneamente il lavoratore privo della certificazione verde, stipulando un contratto a tempo determinato per sostituzione anche se di durata molto limitata; 

8. È consentito, laddove risultassero difficoltosi i controlli all’accesso, effettuare anche verifiche a campione in misura “non inferiore al 20 per cento di quello presente in servizio, assicurando che tale controllo, se a campione, sia effettuato, nel tempo, in maniera omogenea con un criterio di rotazione, su tutto il personale dipendente e, prioritariamente nella fascia antimeridiana della giornata lavorativa”. 

9. E’ stato previsto che i datori di lavoro possano richiedere ai lavoratori, per motivi organizzativi, ad esempio il lavoro a turni, il possesso del Green Pass non oltre le 48 ore precedenti la prestazione; 

10. Nel caso in cui per motivi informatici, non si potesse verificare il possesso della certificazione verde da parte del prestatore di lavoro, il responsabile al controllo potrà eseguire il controllo con qualsiasi documento cartaceo e / o digitale. Si precisa che il Green Pass ha validità, in caso di tampone antigenico per 48 ore esteso a 72 ore in caso di tampone molecolare, mentre nel caso di somministrazione della prima dose dopo 15 giorni; 

11. Le verifiche dovranno essere eseguite anche a tutti i soggetti esterni all’azienda, che per motivi di lavoro devono accedere nei luoghi di lavoro, quali corrieri, lavoratori intermittenti, lavoratori di ditte appaltatrici/subappaltatrici, artigiani, autonomi, ecc. i quali se non sono in possesso della certificazione verde dovranno essere allontanati dai luoghi di lavoro e di tale allontanamento dovrà essere data comunicazione ai rispettivi datori di lavoro ove esistenti; 

12. E’ stato inoltre previsto che potranno essere utilizzati (quando saranno resi disponibili) anche sistemi automatici di controllo nella fase di accesso ai luoghi di lavoro, mediante la comunicazione dei dati del green pass dei lavoratori all’INPS-SOGEI- NOI PA - che verificheranno la validità del green pass. Tale procedura dovrà garantire la riservatezza dei dati; 

13. Ad ogni buon conto è necessario evidenziare che l’accesso dei lavoratori nei luoghi di lavoro in violazione dell’obbligo del possesso della certificazione verde è punito con la sanzione da 600 a 1.500 euro, raddoppiata in caso di recidiva Tale sanzione sarà irrogata dal Prefetto previa comunicazione da parte del datore di lavoro. 

14. Ai datori di lavoro che non svolgessero le dovute verifiche secondo le prescrizioni, ovvero che non adottassero le misure organizzative per accertare il possesso da parte dei lavoratori della certificazione verde entro il 15 ottobre si applica una sanzione da 400 a 1.000 euro, raddoppiata in caso di recidiva; 

15. Le sanzioni possono essere accertate da tutti gli organi di controllo incaricati e sono irrogate dal Prefetto.

Al decreto nr. 127/2021 il Coordinamento dei lavoratori portuali di Trieste hanno risposto con questo comunicato stampa.

Buongiorno a tutti,

dopo la manifestazione di ieri 11/10/2021, ribadiamo che, come già annunciato in precedenza, il giorno 15 ottobre ci sarà il blocco delle operazioni all’interno del porto di Trieste.

Siamo venuti a conoscenza che il Governo sta tentando di trovare un accordo, una sorta di accomodamento riguardante i portuali di Trieste, e che si paventano da parte del Presidente Zeno D’Agostino le dimissioni.

NOI COME PORTUALI RIBADIAMO CON FORZA E VOGLIAMO CHE SIA CHIARO IL MESSAGGIO CHE NULLA DI TUTTO CIO’ FARA’ SI’ CHE NOI SCENDIAMO A PATTI FINO A QUANDO NON SARA’ TOLTO L’OBBLIGO DEL GREEN PASS PER LAVORARE, NON SOLO PER I LAVORATORI DEL PORTO, MA PER TUTTE LE CATEGORIE DI LAVORATORI.

RICORDIAMO AL PRESIDENTE D’AGOSTINO CHE NEL MOMENTO IN CUI LO STATO LO HA COLPITO I SUOI PORTUALI LO HANNO DIFESO A SPADA TRATTA.

ORA CHE I PORTUALI HANNO DECISO DI DIFENDERE LORO STESSI E LE ALTRE CATEGORIE DI LAVORATORI CON LE SUE DIMISSIONI DIMOSTRA DI NON VOLER LOTTARE AL LORO FIANCO.

GLI AUGURIAMO BUON LAVORO E GLI PORGIAMO I PIU’ CORDIALI SALUTI.