34.000 miliardi di dollari

Certo avete già capito che mi sto riferendo al debito pubblico degli Stati Uniti, una cifra … mostruosa.

Certo avete già capito che mi sto riferendo al debito pubblico degli Stati Uniti, una cifra … mostruosa. Certo in rapporto al Pil il nostro debito pubblico è ancora superiore, ma se poi andiamo a sommare anche il debito privato e quello del sistema bancario, gli Stati Uniti volano nell’iperspazio.

Perché parlo del debito pubblico degli Stati Uniti? Perché è diventato davvero un problema, volete la prova? Eccola.

Il 14 gennaio 2021 all’incirca tre anni fa quando Joe Biden assumeva la carica di Presidente degli Stati Uniti d’America, Jerome Powell, Presidente della Federal Reserve, la Banca Centrale americana, dichiarava : “Il debito pubblico degli Stati Uniti non ci condiziona”.

Pochi giorni fa, sempre Jerome Powell ha dichiarato: “L’America sta accumulando quantità pericolose di debito a causa della sua spesa eccessiva”.

Vi invito a notare come Powell sia un Governatore di Banca Centrale, cioè una persona il cui ruolo gli impone di essere sempre molto cauto nelle dichiarazioni, insomma è avvezzo ad usare termini molto edulcorati, ebbene in questo caso, quindi, notate l’aggettivo usato da Powell per descrivere il debito pubblico.

Normalmente lo avrebbe definito “ragguardevole”, se avesse voluto usare un termine più forte lo avrebbe definito “eccessivo”, ebbene, Powell è andato oltre, molto oltre, utilizzando un termine davvero preoccupante, ha definito il debito pubblico americano “pericoloso”.

Ma non solo, come se ciò non bastasse ha aggiunto che “il Governo Federale è su un percorso fiscale insostenibile, il debito sta salendo ad una velocità superiore all’economia”

E anche qui da sottolineare il termine “ubsustainable” ossia insostenibile, un aggettivo che non lascia possibilità di fraintendimenti,

E’ cambiato qualcosa in questi ultimi tre anni? Altroché, è cambiato tutto.

In tre anni Joe Biden è riuscito a fracassare le casse pubbliche come nessun altro Presidente in passato.

Ed è questo il gravissimo “pericolo”, la velocità con la quale è aumentato il debito fiscale, ossia la differenza fra le entrate e le spese dello Stato.

Ed allora chiediamoci: perché Powell fa oggi questa uscita? Perché già oggi viene contestato, e lo sarà di più nei prossimi mesi, per non aver abbassato i tassi di interessi.

Perché è chiaro che l’aumento spropositato del debito pubblico collegato all’aumento dei tassi fa sì che questo debito pubblico da enorme, diventi “pericoloso”.

Facciamo due calcoli? Dai nulla di difficile, li possiamo fare a mente. Quanto sta costando agli Stati Uniti solo in interessi questo debito pubblico mostruoso?

Allora quale tasso di interesse mediamente sta pagando l’attuale Amministrazione sul debito pubblico, vabbé adesso senza dubbio più del 4%, in questo periodo, ma una parte del debito pubblico è stato emesso anche alcuni anni fa quando i tassi erano più bassi, allora mi tengo moderato, ma ricordatevi sto facendo un calcolo per difetto.

Diciamo che mediamente il Governo americano sta pagando il proprio debito pubblico al 2 e mezzo percento.

Allora facciamo il calcolo il 2 e mezzo percento di 34.000 miliardi, dai facciamo il 10% e poi dividiamo per quattro, il 10% è 3.400 miliardi diviso quattro 850 miliardi.

Quindi attualmente stando bassi, gli Stati Uniti stanno pagando di soli interessi sul debito pubblico 850 miliardi l’anno, dividiamo per 365 giorno e troviamo oltre 2 miliardi e 300 milioni … al giorno, visto che sono stato basso sul tasso di interesse, penso di non sbagliarmi dicendo che il Governo Federale deve pagare ogni giorno due miliardi e mezzo di dollari, ogni giorno sabati, domeniche e feste comandate comprese di soli interessi.

E queste spese stanno aumentando vertiginosamente, ogni giorno di più, e continuerà così perlomeno finché i tassi non verranno abbassati.

Ma ripeto stiamo parlando solo degli interessi, poi naturalmente ci sono tutte le spese che il Governo Federale deve sostenere.

Ma ripeto, perché Powell oggi esce e lancia questo allarme?

Semplicemente perché un debito del genere non si può ridurre facendo “sacrifici”, gli americani poi non sono in grado di fare sacrifici, semplicemente perché sono loro stessi personalmente stra-indebitati, ed allora?

Ritengo impossibile che l’economia americana possa prossimamente crescere a ritmi vertiginosi, e non ritengo che il Governo scateni un’inflazione a doppia cifra che si debba protrarre per anni, il malcontento popolare salirebbe alle stelle.

Ed allora io non vedo altra via d’uscita di quella forma di gestione del debito che ormai va sotto il nome di “giapponesissazione”.

In pratica si lascia andare il debito pubblico a livelli stratosferici, e si chiede alla Banca Centrale di comprarlo a tassi vicini allo zero.

Certo così si pagano pochi interessi, ma gli investitori istituzionali smetterebbero di acquistare i titoli dello Stato americano.

Il bilancio della Fed continuerebbe ad aumentare così come è avvenuto con la Bank of Japan, finché un giorno esploderebbe, creando una iperinflazione stile Sudamerica.

Certo so che voi potreste ipotizzare anche un’altra via d’uscita da parte degli Stati Uniti, un’ipotesi che, fatemelo dire, io non vorrei nemmeno prendere in considerazione, ossia far scatenare una terza guerra mondiale.

Giancarlo Marcotti
Giancarlo Marcotti
Giancarlo Marcotti è laureato in Scienze Statistiche ed Economiche all’Università di Padova. Nella sua attività professionale ha collaborato con importanti Istituti Finanziari, ricoprendo diversi ruoli. Giancarlo Marcotti è Direttore Responsabile di Finanza In Chiaro, oltre che curatore della rubrica I Mercati e redattore della sezione portafoglio nella quale, giornalmente, riporterà le scelte di investimento effettuate. Giancarlo Marcotti cura la trasmissione Mondo e Finanza su Youtube di Money.it.
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